Il Tirreno

«Forno crematorio acceso macchie nere in giardino»

di Francesca Vatteroni
«Forno crematorio acceso macchie nere in giardino»

A lanciare l’allarme dalla zona di Turigliano è il comitato Tutela Salute Carrara Le rassicurazioni di Apuafarma: «Tutte le indagini danno esito confortante»

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CARRARA. Gli abitanti del quartiere avevano già visto, qualche giorno fa, la prima sbuffata nera uscire dal camino dell’impianto e avevano capito che il tempio crematorio di Turigliano stava entrando in funzione, ma quando una residente ha notato, martedì mattina, delle strane macchioline, come goccioline nere, tutte sparse sul marciapiede di casa, sul muro di cinta e sulle foglie delle piante del giardino, è scattato il passaparola e il livello di apprensione è schizzato alle stelle.«In 40 anni che abito qua è la prima volta che succede» racconta Manuela Cecchini: lei abita a circa 100 metri dal forno, in via Turigliano. «Quando ci siamo accorti di queste macchie nere e umide, abbiamo provato a toccarne una con un tovagliolo di carta e il tovagliolo si è sporcato. Per me - afferma la signora Cecchini - è evidente che è qualcosa che è arrivato dall’alto. Me ne sono accorta perché il pavimento del mio marciapiede è di colore chiaro: c’erano numerose macchioline, anche sulle piante e sul muro. E’ difficile che altri se ne siano accorti, anche perchè nel pomeriggio ha subito piovuto».

Il Comitato Tutela Salute Carrara, che chiede anche davanti al Tar di limitare l’accesso al servizio ai soli residente del Comune di Carrara, si tratterebbe di «particolato in fase umida. Devono avere bruciato salme provenienti dal cimitero di Massa su cui è caduta una frana, dato che l’impianto oltre Foce è fermo, anzi gira voce insistente che lo chiuderanno» ipotizzano dal Comitato.

Mercoledì sera una delegazione di Tutela e Salute ha assistito al Consiglio comunale dove è stata discussa la delibera di modifica del Regolamento di polizia mortuaria con la previsione del nuovo impianto di cremazione. «Maurizio Lorenzoni è stato l’unico che ha messo l’accento sulla salute e sull’impatto ambientale e non ha parlato di soldi» hanno commentato dal Comitato che ha “bocciato” tutti gli altri interventi, sia della maggioranza che dell’opposizione.

A rassicurare i residenti di Turigliano e i membri del Comitato ci prova Luca Cimino, amministratore unico di Apuafarma: «A noi non risulta niente di tutto ciò. Nelle vicinanze dell’impianto non abbiamo rilevato nulla» spiega il numero uno della partecipata che snocciola i dati del monitoraggio condotto durante questa prima fase di sperimentazione, iniziata lo scorso 22 gennaio, che ha portato fin qui alla cremazione di 24 salme. «Tutti gli esami ambientali hanno dato esito rassicurante. Nel mese di febbraio dopo il test con la cremazione di 15 salme in 3 giorni sono previsti nuovi controlli. Tutto quello che abbiamo analizzato fino a oggi è andato bene» insiste Cimino rinviando di fatto alla prossima “visita” di Arpat a Turigliano.

Francesca Vatteroni

Cinzia Chiappini

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