Il Tirreno

Dal marmo 26,4 milioni, ma il gettito non aumenta

di Cinzia Chiappini
Dal marmo 26,4 milioni, ma il gettito non aumenta

Nel bilancio di previsione gli stessi introiti dell’amministrazione Zubbani. Trivelli: colpa del contenzioso sui beni estimati, non possiamo fare aumenti 

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CARRARA. L’assessore al Bilancio afferma di essere soddisfatto perchè dice, «si tratta comunque di un’entrata importante». E in effetti, a conferma delle parole di Matteo Martinelli, in Italia non sono tanti i comuni che possono contare ogni anno su un gettito di oltre 25 milioni di euro. Si tratta, ovviamente, delle entrate che arrivano dal settore lapideo e che per il 2018 ammonteranno a 26,4 milioni di euro. Esattamente come nel 2017.

Sì perchè nel suo primo bilancio di previsione, la nuova amministrazione pentastellata ha inserito la stessa identica cifra “conteggiata” negli ultimi tre anni dall’ex sindaco Angelo Zubbani e dallo schieramento di centro sinistra che lo sosteneva. Il dato è rilevante perchè sia in campagna elettorale sia nei primi mesi al governo della città, Francesco De Pasquale e i suoi avevano più volte annunciato la volontà di “tassare” anche i Beni Estimati. O per dirla in modo più corretto, di far pagare il canone di concessione anche alle cave inserite nell’ormai celebre editto di Maria Teresa Cybo Malaspina del 1751.

Lo aveva detto l’11 ottobre a Il Tirreno il primo cittadino, annunciando che «nel nuovo regolamento chiederemo che anche queste cave paghino il canone di concessione». Lo aveva ribadito, dopo un paio di settimane Stefano Dell’Amico, allora presidente della commissione Marmo, confermando che «la nostra idea è quella di far pagare il canone di concessione anche ai Beni Estimati».

L’operazione, secondo i calcoli snocciolati dall’opposizione nella consiliatura precedente, porterebbe nelle casse del municipio altri 4 milioni di euro in più all’anno. Risorse in più di cui nel bilancio di previsione appena deliberato dalla giunta non c’è traccia, nè per il 2018, nè per i due anni successivi: «La volontà politica di far pagare il canone di concessione ai Beni Estimati c’è e la confermiamo» spiega l’assessore al Marmo Alessandro Trivelli, ribadendo che per l’amministrazione pentastellata anche quelle cave appartengono al patrimonio indisponibile del comune. «Lo stiamo scrivendo nel Regolamento degli Agri, è lì che si chiuderà il ragionamento, anche quello sul pagamento del canone» aggiunge l’esponente della giunta. Ovviamente c’è qualche “però”: «C’è una causa in corso, di cui attendiamo ancora la prima sentenza. E’ per questo che in via prudenziale, non abbiamo “contato” sulle entrate che deriverebbero dal canone di concessione sui Beni Estimati» spiega Trivelli, ricordando inoltre che «trattandosi di un bilancio di previsione» è comunque possibile apportare delle modifiche.Insomma, lascia intendere l’assessore, se ci saranno novità positive, dal tribunale, l’amministrazione avrà modo di rivedere al rialzo il gettito del marmo. Fermo restando che molto dipenderà anche dal Regolamento degli Agri Marmiferi, attualmente in fase di stesura.

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