Gioco
Lo chef stellato: «Conquisto Parigi ma sogno di tornare a Carrara»
Marco Garfagnini racconta i suoi progetti: «Mi danno tutti del matto, voglio riaprire nel centro storico»
CARRARA. «Il mio obiettivo adesso è tornare a Carrara: sto aspettando una telefonata dalla nuova amministrazione».
A dirlo è uno chef stellato, attualmente in Francia (nel ristorante “Les Airelles”a Courchevel, nota località sciistica), prossimamente, terminata la stagione invernale, a Parigi, Saint Germain, sempre da Pierre Gagnaire (chef, imprenditore e icona della cucina d'oltralpe). Tre stelle Michelin, esperienze in tutto il mondo (Ginevra, Londra, New York, tra le altre mete), i nomi di Paracucchi e Gualtiero Marchesi nel suo percorso. Cosa chiedere di più, professionalmente, verrebbe da domandarsi: «Tornare a Carrara, dopo anni voglio tornare a casa».
Risponde così, Marco Garfagnini, chef carrarese che, tra il serio e il faceto, ammette: Parigi è fantastica, ma Carrara di più. E all'ombra delle Apuane lui torna spesso, principalmente l'estate, e qui – come abbiamo scritto – è tornato proprio recentemente, qualche settimana fa: lui e Pierre Gagnaire da Cibart in piazza Alberica. Ma chi pensa a una visita esclusivamente di piacere si sbaglia. «Cerco qualcosa lì, in centro città e non lo nascondo – afferma Garfagnini – e spero anche in un aiuto nella nuova amministrazione che dovrò incontrare, aspetto che mi contattino. Carrara è il mio obiettivo: lo so, mi danno tutti del matto, ma l'ho sempre detto e ci credo davvero. Secondo me – ragiona – si può far bene a Carrara: con i prezzi giusti, la qualità, l'onestà sui prodotti e il rispetto per il cliente. Ho proposte anche per la Versilia, ma se torno lo farò solo per Carrara, più precisamente centro storico».
E che qui si possa fare bene, in effetti, l'ha dimostrato: proprio dal suo “Ninan” è arrivata all'inizio degli anni duemila la prima stella Michelin («venivano a mangiarci da tutta Italia», ricorda); poi Ginevra, Parigi, la Loira e nuovamente Parigi. Adesso l'idea per un futuro prossimo sembra quella di tornare, nel «centro storico», come sottolinea.
«Vorrei dire che non sono scappato da Carrara, ma in quel momento mi stava stretta professionalmente; non è stato comunque facile, per me, ma anche per la mia famiglia. Ci sono stati dei sacrifici da fare all'inizio per tutti noi», fa notare Garfagnini, prima di ritornare a riflettere sulla città nativa.
«Anche a Carrara – prosegue – c'è gente che sa lavorare (cita per fare qualche esempio Cibart dei Dell'Amico e Antico Mulino Pandolfo di Carusi, ndc) e ci sono giovani specialmente che stanno emergendo. E poi tutti, dal tutto mondo, conoscono Carrara e nel corso degli anni la città è sicuramente migliorata, ma non ci rendiamo ancora conto della potenzialità che abbiamo».
Marco Garfagnini le potenzialità di Carrara le vede tutte e proprio per questo non ha dubbi «Dopo tutti questi anni fuori però voglio tornare a casa. Anche se le soddisfazioni che ho avuto sono state tantissime, ho conosciuto tantissime persone. Però – chiosa lo chef apuano – noi carrarini quando siamo lì ci lamentiamo, ma poi facciamo presto a tornare».
Intanto, in primavera, per lo chef carrarese ci sarà, e questa è già in agenda, la nuova tappa parigina.
«Se posso dare un consiglio – conclude – è che la stella Michelin, l'ho imparato nella mia esperienza, non devi seguirla, ma devi fare bene il tuo lavoro con passione: il tuo lavoro prima o poi ti ripaga. Io cucino per gli altri, do tutto me stesso per gli altri e perciò rispetto il cliente».
Una lezione di cucina, e di stile, per uno chef che di strada ne ha fatta davvero tanta. Uno chef che ha avuto successo nei ristoranti, nelle capitali europee e nei locali più in voga in tutto il mondo.
E, soprattutto un carrarino che porta nel cuore la sua Carrara.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
