Finanza
Caso Corini, stamani al via il processo
Sul banco degli imputati la sorella dell’avvocato, la dottoressa Marzia, accusata di omicidio, e l’avvocata Giulia Feliciani
LUNIGIANA. Un notissimo avvocato morto. L’ipotesi di un omicidio. La sorella, medico anestesista, accusata di omicidio. E una famosa avvocata del foro spezzino coinvolta nella vicenda.
Questi gli ingredienti del “caso Corini”: una vicenda per cui stamani in tribunale a La Spezia, si apre il processo in corte di Assise. Sul banco degli imputati la sorella dell’avvocato spezzino Marco Valerio Corini, Marzia, ex medico anestesista all’ospedale Cisanello, e l’avvocato Giuliana Feliciani. Marzia Corini dovrà difendersi dall’accusa di omicidio volontario e furto, per aver sottratto un sedativo, il Mizadolam, dal reparto di Rianimazione dell'ospedale di Pisa, dove aveva accesso per i suoi trascorsi professionali.
Secondo l’accusa avrebbe assassinato con una dose letale di farmaci il fratello Marco Valerio - 51enne avvocato penalista - malato di tumore, per paura di essere estromessa da una eredità milionaria.
L’avvocato Giuliana Feliciani collega e amica di Marco Valerio, dovrà rispondere invece di falso, occultamento di testamento e circonvenzione di incapace.
Si va quindi a processo. Così ha deciso nelle settimane scorse il gup Mario De Bellis: stamani alle 9 in aula dovrebbero presentarsi sia Marzia Corini che Giuliana Feliciani.
La vicenda. Marco Valerio Corini, noto legale del foro spezzino, morì a 51 anni il 25 settembre del 2015.
Da tempo era ammalato e la sua morte venne imputata, in un primo tempo, alle conseguenze del male con cui lottava da tempo. Insomma un decesso naturale, dopo una vana battaglia contro il male.
Dopo pochi mesi, a febbraio del 2016, il colpo di scena: per il decesso del noto legale venne arrestata la sorella Marzia. E con lei venne denunciata anche Giuliana Feliciani, una avvocatessa penalista, che spesso ha lavorato a fianco di Marco Valerio Corini, e che, secondo l’accusa, avrebbe contribuito a far sì che la vittima distruggesse il precedente testamento.
L’eredità milionaria. Secondo l'accusa, Marzia Corini avrebbe accelerato la morte del fratello dopo aver riscritto il testamento, che non era per lei vantaggioso, e fatto firmare al congiunto, dopo aver distrutto il primo.
Nel primo, secondo gli investigatori, l'eredità milionaria del fratello avvocato sarebbe andata alla fidanzata, una ragazza di 22 anni delle Seychelles, Isabò Barrack.
La morte dell'avvocato è avvenuta il 25 settembre del 2015, nel giorno in cui Marco Valerio Corini avrebbe dovuto incontrare un notaio per chiarire alcuni dubbi che nutriva sul testamento fattogli firmare dalla sorella. L'indagine era partita da una segnalazione agli inquirenti di un amico di Corini.
Una storia complessa e delicata che finisce al vaglio della Corte di Assise dove la sorella dell’avvocato Corini deve difendersi dall’accusa, pesantissima, di aver ucciso il fratello con un cocktail di farmaci.
Rinviata la sentenza della Cassazione. La suprema corte deve esprimersi sulla questione sollevata da Giuliana Feliciani che aveva chiesto di poter accedere al rito immediato (la difesa ritiene che non ci siano prove sul suo coinvolgimento nella vicenda) ma il gup aveva rigettato tale richiesta.
E per questo è stato chiesto un parere alla cassazione, ma i giudici avevano fissato la data in cui verrà trattata la questione a inizio dicembre e quindi il rischio era che la decisione di De Bellis arrivasse prima di quella degli ermellini. Venendo vanificata in caso di verdetto favorevole alla Feliciani.
E alla fine così è stato: la Cassazione ha rinviato al 29 maggio l’udienza che dovrà trattare la questione della difesa Feliciani. Il gup ha scelto di non differire l’avvio del processo al pronunciamento della Cassazione e ha fissato comunque la prima udienza davanti alla Corte di Assise per stamani.
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