La manifestazione
«Maxicondotta di Amia, c’è chi dice no»
Gianenrico Spediacci rivela: Capitaneria e Autorità portuale contro l’intervento anti-allagamenti
CARRARA. «La realizzazione della megacondotta per la raccolta delle acque meteoriche sotto viale XX Settembre che dovrebbe “salvare” Avenza e Marina dagli allagamenti tarda a partire perché nella conferenza dei servizi dello scorso 5 ottobre Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale e Capitaneria di porto hanno sollevato obiezioni al progetto presentato a dicembre 2015 da Amia e che prevede lo sbocco della “tubatura” i nel bacino del Porto di Marina di Carrara». Lo sostiene Gianenrico Spediacci, consigliere comunale di Insieme per Carrara ed ex presidente della partecipata che ha compilato il progetto che definisce l’opera «urgente» per la sicurezza idraulica del territorio.
Spediacci spiega che nella conferenza dei servizi di 4 mesi fa l’Autorità di Sistema ha precisato che l’opera deve essere «accompagnata da una concessione demaniale» e questa andrebbe a sovrapporsi almeno in parte con quella attualmente assegnata all'Associazione sportiva dilettantistica pescatori Buscaiol, perchè proprio in quella zona andrebbe a sfociare la condotta. L’ente per questo ha chiesto «di valutare se esista un'altra soluzione che porti lo sbocco del collettore al di fuori del porto perchè la soluzione prospettata risulta pregiudizievole per le attività portuali a causa» e questo perchè, elenca Spediacci citando i documenti della conferenza dei servizi «la velocità dell'acqua causerebbe grave pregiudizio alle imbarcazioni in prossimità dello sbocco», lo sversamento avrebbe «un’influenza negativa sullo stato ambientale del bacino» e si registrerebbe «un apporto di detriti di eventuale materiale organico che nel tempo comporterebbe l'innalzamento dei fondali». L’autorità di Sistema avrebbe inoltre chiesto l’installazione di «una vasca di decantazione tale da garantire l'efficacia della decantazione con piogge di elevata intensità anche attraverso apposito impianto di trattamento in modo da non compromettere lo stato delle acque dei sedimenti del bacino portuale» e che «l'attuale scarico di acque piovane presente in porto dconfluisca nella vasca di trattamento al fine di ottenere un unico scarico». Ma secondo Spediacci, verbale della conferenza dei servizi alla mano, anche la Capitaneria di Porto avrebbe obiettato sollevando problemi di sicurezza per la navigazione, a causa delle turbolenze create dal getto delle acque meteoriche,, segnalando il nodo dell’innalzamento delle maree che potrebbero ostacolarne il deflusso e quello dell’innalzamento dei fondali correlato all’apporto di materiale solido. Nel suo intervento la Capitaneria avrebbe addirittura suggerito di spostare lo sbocco della condotta di quale chilometro a levante, per raggiungere - attraverso il piazzale Città di Massa, direttamente il mare aperto.
(c.c)
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