Italia
Forno aperto a sorpresa Già cremate 24 salme
La struttura è entrata in funzione in via sperimentale lo scorso 22 gennaio La fase transitoria proseguirà fino al nuovo controllo di Arpat, quello definitivo
CARRARA. È entrato in funzione, un po’alla chetichella, il forno crematorio di Turigliano. L’impianto è operativo in via sperimentale da lunedì 22 gennaio: negli otto giorni feriali in cui ha lavorato sono state cremate 24 salme, 3 al giorno, di cui circa il 70% appartenenti a residenti del Comune di Carrara.
A confermare la notizia è l’amministratore unico di Apuafarma Luca Cimino: «Sì, il forno crematorio di Turigliano è entrato in funzione in via sperimentale» ufficializza, precisando che questo periodo di “transizione” proseguirà fino al prossimo monitoraggio di Arpat, fissato per metà febbraio. «L’agenzia ha già effettuato un primo controllo sulle emissioni che ha dato risultati confortanti. Ne dovrà effettuare un altro, dopo una prova di tre giorni in cui l’impianto dovrà effettuare almeno 15 cremazioni» spiega l’amministratore.
Sarà una sorta di “stress test” per accertarsi del corretto funzionamento del crematorio che pure ha una potenzialità che va ben oltre le 5 salme al giorno: «L’impianto sarebbe in grado di effettuare anche 10 cremazioni al giorno. Nel periodo di transizione ci limiteremo a 3 o 4 salme al giorno e una volta a regime, non supereremo comunque le 5. Come abbiamo detto più volte il nostro obiettivo non è fare business ma garantire la sostenibilità economica della struttura» precisa Cimino.
Le parole dell’amministratore unico riprendono le dichiarazioni del vicesindaco, titolare della delega alle Partecipate, Matteo Martinelli, che aveva più volte fissato l’attività del crematorio a una media di un migliaio di cremazioni all’anno, proprio per coprire le spese di costruzione e funzionamento dell’impianto.
Il crematorio di Turigliano, lo ricordiamo, è stato costruito da Apuafarma con un progetto lanciato nel 2014, per un costo complessivo di circa 1, 9 milioni di euro.
Con il dichiarato intento di rientrare delle spese, contenendo l’attività dell’impianto, l’amministrazione carrarese ha scelto di individuare le tariffe al massimo consentito dalla legge, perché – come è facile capire – più alti sono i costi del servizio, meno salme si devono accogliere per sostenerlo.
Una strategia che però non è servita a placare le “ire” del Comitato Tutela Salute Massa-Carrara, che sollevando timori sugli effetti delle emissioni, chiede di limitare l’accesso all’impianto ai soli residenti di Carrara.
Palazzo Civico ha scelto un’altra strada, quella cioè della sostenibilità economico-finanziaria della struttura e ha annunciato che applicherà le tariffe più alte consentite dalla legge.
In attesa di conoscerle nel dettaglio (la delibera di giunta che le individua è stata illustrata nella seduta del consiglio comunale di mercoledì sera, di cui vi daremo conto nell’edizione di domani del nostro giornale, ndr) intanto per questa fase di “transizione” e dunque fino a metà febbraio, Apuafarma sta applicando dei prezzi ridotti.
Per la cremazione della salma di un residente o di una persona nata nel comune di Carrara il costo provvisorio della cremazione è di 275 euro mentre per i non carraresi è di 305 euro.
Secondo l’amministratore unico di Apuafarma queste tariffe ammontano a circa la metà di quelle standard e che – se arriverà il sì del consiglio comunale – saranno applicate alla fine del periodo di transizione.
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