Sicurezza
Verifiche sulle nuove lapidi chiusa una parte del cimitero
MASSA. Un’area ristretta del cimitero di Mirteto ieri mattina è stata transennata a seguito della richiesta da parte degli uffici cimiteriali del comune di Massa di verifiche sulle lapidi ed un...
MASSA. Un’area ristretta del cimitero di Mirteto ieri mattina è stata transennata a seguito della richiesta da parte degli uffici cimiteriali del comune di Massa di verifiche sulle lapidi ed un eventuale adeguamento; si tratta della zona in cui sono stati realizzati i nuovi loculi e dove l’amministrazione sta via via spostando le salme sistemate fino ad ora provvisoriamente. Quel project financing da oltre 3 milioni di euro che ha aggiunto a Mirteto 462 loculi e più di duemila ossari: progetto terminato, collaudato e consegnato al comune di Massa a fine ottobre. E ad oggi sono stati venduti ed occupati una trentina tra loculi ed ossari i cui soldi rientrano nelle casse dell’azienda che ha svolto i lavori.
Ma, per un eccesso di zelo, gli uffici cimiteriali - che si occupano della gestione ordinaria dei cimiteri - hanno chiesto, a tre mesi di distanza, una verifica sulle lapidi ed in particolare sulle chiavarde, anelli di ottone che tengono insieme le lapidi di marmo ed impediscono qualunque movimento. Le chiavarde sono in grado di reggere fino a 200 chili, dieci volte in più rispetto ad altri accessori eppure l’ufficio cimiteriale avrebbero messo in dubbio la regolarità nella fornitura, ma la ditta avrebbe già inoltrato la risposta con tutta la documentazione necessaria già firmata, tra l’altro, dagli stessi uffici cimitero. Non c’è alcun problema strutturale grave, insomma, da impedire l’accesso all’area. L’assessore ai Lavori pubblici Uilian Berti, settore che ha diretto i lavori, parla di «provvedimento eccessivo per un problema semplice» ed è certo che nel giro di pochi giorni il disagio sarà risolto perché secondo il vicesindaco «Per gli uffici cimiteriali le lapidi amovibili non sarebbero idonee, ma avendo la ditta già prodotto le certificazioni è presumibile che si risolva tutto in brevissimo tempo». Berti sottolinea come i lavori siano anche stati già controllati e attestati prima della consegna all’amministrazione.
Questioni burocratiche che, però, qualche disagio lo creano soprattutto ai familiari dei defunti, come Enrica Conti, madre di Alessia Romei, avvocato di 36 anni scomparsa nel 2014 dopo avere lottato a lungo contro una malattia che non le ha lasciato scampo. La madre la va a trovare ogni giorno, mattina e pomeriggio, ed ogni volta si ferma al cimitero un paio d’ore; ieri mattina la brutta sorpresa, ovvero la chiusura dell’area dei nuovi loculi. «Ho pagato 5 mila euro oltre alle spese ed è una vergogna che io non possa stare vicino alla mia unica figlia», racconta la signora Conti che accanto alla lapide della figlia ha anche la mamma, scomparsa un mese e mezzo fa, ed altre persone a lei care. «Passo qua il mio tempo – ha commentato - e per mandarmi via dovranno chiamare le forze dell’ordine».
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