Il Tirreno

nota del patronato inapi 

«Potenziale assegno integrativo della pensione di reversibilità»

MASSA-CARRARA. «Un diritto sconosciuto alla quasi totalità dei pensionati, quello far valere il loro diritto ad un assegno integrativo della pensione di reversibilità (quella che viene erogata alle...

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MASSA-CARRARA. «Un diritto sconosciuto alla quasi totalità dei pensionati, quello far valere il loro diritto ad un assegno integrativo della pensione di reversibilità (quella che viene erogata alle vedove o ai vedovi), che non è di grande importo, ma che può maggiorare un po’ le magre pensioni». Lo spiega in una nota il patronato Inapi. «L’Assegno “vedovile” in questione non è altro che l’Assegno per il Nucleo Familiare che, secondo la legge che regola la materia, deve essere erogato anche nel caso in cui il nucleo familiare sia composto di una sola persona qualora la stessa sia titolare di pensione, ai superstiti (o di reversibilità) da lavoro dipendente e si trovi a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro. La Corte di Cassazione ha chiarito che il beneficio dovrà essere erogato prendendo in considerazione il solo stato di inabilità delle vedova/o superstite, e non la presenza di figli inabili. In sostanza l’Assegno spetta alle vedove/i di dipendenti pubblici e privati, che siano titolari di pensione di reversibilità e che siano riconosciuti inabili a proficuo lavoro, condizione questa che si riscontra nel caso di invalidi al 100% titolare di pensione di accompagnamento o riconosciuti invalidi 100%. L’assegno e pari a euro 52,91 mensili per redditi famigliari fino a euro 27.899,67. Il coniuge superstite, se invalido al 100%, potrà dunque avere un assegno supplementare di circa 600 euro annui e siccome il riconoscimento è retroattivo di cinque anni c’è anche il diritto agli arretrati che possono arrivare a circa 3.400 euro. L’Assegno per il Nucleo Familiare spetta alle vedove e ai vedovi invalidi 100% che siano superstiti di dipendenti o ex dipendenti pubblici o privati. Non spetta se il coniuge defunto era lavoratore autonomo». Il Patronato Inapi è a disposizione degli interessati per esaminare gratuitamente le loro situazioni. Riferimento: Gianluca 339 1549398; Massa, Via Aurelia Ovest, 139 (Area ex Olivetti - vicino alla rotonda Aurelia / Via Olivetti).



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