Il Tirreno

l’intervento 

«Un’urbanistica a tutto cemento»

Rifondazione contro il Regolamento: realizza i sogni degli speculatori

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MASSA. «Gli appetiti sulla nuova edificazione sono sempre alti nella nostra città e sinceramente ci saremmo aspettati dal consiglio comunale un approccio diverso» Lo sostiene Rifondazione comunista in un intervento sul Regolamento urbanistico che è una totale bocciatura della manovra urbanistica in discussione «Le richieste e le giustificazioni alla nuova cementificazione ci sono sembrate uscite da un altro tempo – dice Nicola Cavazzuti per conto il Prc – Basta fare un giro in città per vedere l'assoluta mancanza di programmazione e l'eccesso di consumo di suolo. Chi rivendica il problema della mancanza degli standard minimi urbanistici, dimentica che ha contribuito a cementificare l'88% del suolo della costa senza mettere a frutto gli oneri di urbanizzazione, ma utilizzandoli per far tornare i bilanci.

Chi lamenta l'assenza di edilizia pubblica, nel passato non ha mai pensato a costruire alloggi sociali utilizzando sempre gli oneri di urbanizzazione e sfruttando l'istituto dell'esproprio per pubblica utilità. Chi inneggia alla "ricucitura" di un territorio con ferite aperte, oggi anche putrescenti create da 30 anni di miopia urbanistica».

Durissima poi la critica verso chi «genialmente, ipotizza di fare costruire per ottenere i soldi per la messa in sicurezza realizzando così i sogni mostruosamente proibiti di ogni speculatore pronto a fare profitto sulle disgrazie del pubblico. Ma lo sappiamo la logica del mercato in urbanistica la fa da padrone, ha condizionato il Piano Strutturale ipotizzando la costruzione di 6000 nuovi appartamenti perchè il Pil sarebbe aumentato di 1,5% all'anno fino al 2020. Ma la storia è stata un'altra».

Ancora, Rifondazione cita altri numeri: «Abbiamo consumato il 32% del suolo in area a pericolosità idraulica elevata; abbiamo 6.200 case vuote, inutilizzate e contemporaneamente circa 900 famiglie richiedono aiuto per la casa. Abbiamo il 42% delle case che non sono destinate alla residenza, peggio della media nazionale; troppe case in offerta rispetto alla domanda, come a livello nazionale circa 10 a 1, nonostante i tassi sui mutui ai minimi storici».

Rifondazione, invece, vuole un a città diversa, chiude Cavazzuti: «Nessuna nuova costruzione, recuperiamo l'esistente, proteggiamo il nostro fragile territorio favorendo il recupero in montagna e le piccole opere pubbliche, priorità al recupero per edilizia sociale. Oggi, il maggior affare che si fa sull'immobiliare è quello legato al riciclaggio di denaro e al "lavaggio" del nero. Noi immaginiamo una città diversa, fuori dagli schemi cementificatori che la hanno affossata, che veda la realizzazione di pratiche sociali ed urbanistiche innovative e più vicine alle esigenze dei cittadini, un'urbanistica per molti e non per pochi».



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