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Corruzione, il cantoniere sceglie di tacere

Corruzione, il cantoniere sceglie di tacere

Interrogatorio in carcere per il dipendente Anas. Gli avvocati: prima di parlare bisogna studiare le carte

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MASSA-CARRARA. «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Lo farò quando avrò un quadro chiaro delle accuse mosse contro di me». È durato poco l’interrogatorio “di garanzia” che si è svolto ieri mattina nel carcere di Massa. Domenico Marchionna, cantoniere dell’Anas di Bagnone, ha scelto di non dire nulla al giudice per le indagini preliminari Ermanno De Mattia che era andato a trovarlo nella casa di detenzione cittadina dove si trova da alcuni giorni, da quando è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione negli appalti Anas per la manutenzione delle strade statali in Lunigiana.

Marchionna è accusato di avere aiutato il villafranchese Paolo Busticchi, titolare dell’impresa Ibf Srl di Sarzana, anch’egli in carcere, e il dipendente Bruno Landi (ai domiciliari) a eludere i controlli dell’Anas sui lavori che avevano ottenuto in appalto, riuscendo così a risparmiare su materiali e manodopera. Il tecnico dell’Anas è accusato anche di avere fatto assumere il figlio alla Ibf.

«Il mio assistito – spiega l’avvocatessa Giovana Daniele che con il collega Mirko Battaglini difende Marchionna – ha scelto di non parlare perchè dobbiamo ancora capire, studiare le carte dell’accusa che ci sono state consegnate soltanto sabato scorso. Si tratta di 2.500 pagine che devono essere esaminate con attenzione. Quando ci saremo fatti un quadro più chiaro, sarà Marchiona a chiedere di essere ascoltato». La difesa, intanto si prepara alla battaglia per chiedere la revoca o l’attenuazione della custodia cautelare in carcere.

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