Il Tirreno

Carabinieri dal gup, capitano e colonnello fuori dall’inchiesta

Carabinieri dal gup, capitano e colonnello fuori dall’inchiesta

Stralciate le posizioni dell’ex comandante provinciale Liberatori e di quello della stazione di Pontremoli Cappelluti

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MASSA-CARRARA. Una inchiesta complessa e molto delicata.

Una serie di ipotesi accusatorie e una trentina di uomini dell’Arma che domattina saranno al centro dell’udienza preliminare (in tribunale a Massa) che deciderà sul processo o l’archiviazione di tutte le varie posizioni.

Intanto alla vigilia del passaggio davanti al gup una cosa è certa: non ci saranno fra i 33 carabinieri che sfileranno davanti al giudice il tenente colonnello Valerio Liberatori (ex comandate provinciale dei carabinieri) e neppure Saverio Cappelluti, ex comandante della stazione di Pontremoli.

Le loro posizioni, entrambe, sono state stralciate. In questa fase, blindatissima che precede l’udienza preliminare è davvero molto difficile saperne di più: ma lo stralcio del colonnello e del comandante potrebbe essere legata alla nuova disciplina (introdotta nell’aprile di un paio di anni fa con il D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28) che introduce nel nostro ordinamento penale un nuovo istituto giuridico: la non punibilità per particolare tenuità dell’offesa.

I legali al momento non si sbilanciano quindi solo dopo il passaggio davanti al gup sarà possibile sapere con maggiore chiarezza quello che è un dato di fatto: il colonnello Liberatori e il comandate Capelluti non sono chiamati a presentarsi all’udienza preliminare, le loro posizioni sono state stralciate.

L’inchiesta. Una delicata e complessa inchiesta sulle caserme della Lunigiana condotta dal procuratore capo Aldo Giubilaro con i sostituti procuratori Alessia Iacopini e Marco Mansi.

Pagine e pagine di intercettazioni ambientali che hanno ricostruito una vicenda di presunti abusi che avvenivano nelle caserme dei carabinieri della Lunigiana (Aulla e Licciana Nardi) ai danni di cittadini stranieri. E che hanno tracciato una storia di presunti maltrattamenti e abusi che sarebbero avvenuti all’interno delle varie caserme. L’inchiesta ha visto 34 carabinieri indagati (tre ai domiciliari e altri quattro raggiunti da diversi provvedimenti, il divieto di dimora e la sospensione dal servizio). Un centinaio i capo di imputazione per una vicenda di cui si parlerà domattina nell’udienza preliminare che, secondo le indiscrezioni alla vigilia dell’appuntamento in tribunale, potrebbe cominciare con una richiesta di rinvio.

Insomma la vicenda che nel giugno scorso ha provocato un vero e proprio terremoto nelle caserme della Lunigiana potrebbe non entrare (ancora) nel vivo.

(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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