Il dolore
Caos al cimitero, bloccate le cremazioni
Famiglia trova il forno chiuso e chiama i carabinieri. Il problema legato a problemi delle salme riesumate
MASSA. Ancora problemi nei cimiteri comunali, ancora “criticità” al forno crematorio. Tanto che al camposanto arrivano anche i carabinieri del Nas. A chiedere l’intervento delle forze dell’ordine sono stati i parenti di una persona deceduta anni fa, sepolta al cimitero di Forno che doveva essere esumata e cremata al forno di Mirteto. Ebbene, secondo quanto ricostruito, i famigliari, che risiedono fuori città, a San Giuliano di Pisa, si sono presentati al cimitero, nella data che il Comune aveva loro comunicato, per assistere alla cremazione del congiunto. Hanno trovato, però, l’impianto di cremazione fermo, per un problema di manutenzione. La famiglia pisana ha protestato con vigore e ha chiesto anche l’intervento dei Nas, che hanno fatto una relazione sull’accaduto. A determinare l’“incidente” sarebbe stata la mancata comunicazione alla famiglia della salma, dell’interruzione del servizio di cremazione, decisa dal Comune.
Ma perchè il forno è stato bloccato? Stefano Benedetti, consigliere comunale di Fi, la spiega così: «Da giorni gli addetti al forno non accettano più salme dall’esterno deviandole presso quello nuovo impianto di Turigliano a Carrara e il Comune ha emesso una ordinanza sospendendo le cremazioni per problemi tecnici sorti con la cremazione di cadaveri provenienti dal cimitero di Forno in condizioni estreme, zuppi e gonfi d’acqua e ricoperti di fango e materiale incompatibile con la struttura, che è andata in avaria». Il dirigente del Comune, prosegue Benedetti, «ha annullato tutte le cremazioni dimenticandosi, però, di avvisare familiari provocando una serie di disguidi e la protesta di una famiglia giunta da fuori zona».
L’amministrazione ammette, in parte, la ricostruzione di Benedetti. Il fatto è che, in seguito al movimento franoso a Forno, si è reso necessario esumare diverse salme – una trentina almeno – per consentire i lavori di messa in sicurezza del camposanto. I resti esumati, previo avvertimento e consenso dei parenti, sono stati raccolti in altri loculi. I cadaveri sono però arrivati sporchi di fango e terra all’impianto di Mirteto. «Le celle frigorifero – dice ancora Benedetti – si sono riempite all’inverosimile, sia perché è arrivato un numero eccezionale di salme, sia perchè il forno crematorio, sottoposto a ritmi stressanti, è stato fermato a scopo cautelativo, per evitare conseguenze più gravi, anche di emissioni di sostanze nocive».
«È vero, ci sono stati problemi legati all’arrivo delle salme da Forno – replica l’assessore alle Attività produttive Gabriele Carioli – e c’è stato anche un disguido che ha portato alla richiesta di intervento dei carabinieri. Ma la ricostruzione di Benedetti è esagerata. L’emergenza è stata risolta nel giro di poco».
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