Sicurezza
Corruzione e frode: ci sono tre arresti
Nel mirino i gli appalti per i lavori sulle Statali in Lunigiana
LUNIGIANA. Hanno tentato di corrompere alcuni funzionari Anas, per potersi aggiudicare appalti sulle principali strade statali che attraversano la provincia di Massa Carrara, e per risparmiare sulle forniture e sui lavori, una volta ottenuto l’incarico.
Questa l’ipotesi accusatoria per due imprenditori lunigianesi e uno statale: Domenico Marchionna, dipendente Anas, di Bagnone, Bruno Landi e Paolo Busticchi, di Villafranca.
I carabinieri del nucleo investigativo della provincia di Massa Carrara, capitanati dal tenente colonnello Tiziano Marchi, hanno eseguito, ieri mattina all’alba, tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei tre uomini: Busticchi e Marchionna sono finiti in carcere, Landi è ai domiciliari. Ci sarebbero inoltre anche altri tre nomi iscritti al registro degli indagati.
La Procura di Massa Carrara li accusa dei reati di corruzione, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni di ente pubblico, ma i dettagli dell’operazione che ha portato all’arresto dei tre, verranno resi noti soltanto oggi.
Secondo quanto spiegato, però, in una prima fase delle indagini, i tre, impegnati nel settore della manutenzione stradale e del verde pubblico, avrebbero tentato la corruzione di alcuni funzionari Anas, per facilitare l’ottenimento di gare e appalti, e per eludere controlli sulle forniture dei materiali, abbassando la prestazione che la ditta era obbligata a fornire all’ente pubblico, da regolare contratto di appalto. La frode avveniva nel momento in cui le ditte vincitrici di gara provavano ad ingannare la controparte, modificando dolosamente l'esecuzione del contratto e fornendo un servizio peggiore di quello commissionato.
L’inchiesta riguarda appalti e suoi presunti illeciti, commissionati da Anas sulla Statale 1, l’Aurelia, sulla Statale 62, quella del Passo della Cisa e sulla Statale 63 del valico del Cerreto.
Su queste arterie, secondo l’accusa, si sarebbero consumati i reati che hanno portato ad un grave danno economico per l’ente pubblico, anche se, dalle voci, non risultano essere stati appalti molto capienti. Insomma, non un giro di denaro eccezionale, ma comunque un danno alle casse dello Stato. A denunciare gli episodi di tentata corruzione ai carabinieri sarebbero stati proprio i funzionari di Anas, i quali avrebbero immediatamente collaborato con l'Arma, permettendo poi di scoprire uno spaccato che andava ben oltre l’episodio in sé: presunte frodi nelle gare di appalto pubblico e nelle forniture pubbliche di materiali, oltre ad altre ipotesi di truffa e corruzione. I carabinieri che hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare hanno anche sequestrato molto materiale informatico e documentazione relativa agli appalti. I tre sono persone molto conosciute nel pontremolese, sebbene titolari (Busticchi e Landi) di ditte medio piccole. Il nome di Paolo Busticchi era apparso sulle cronache locali anche durante il processo per la frana di Lavacchio, che lo vedeva tra gli imputati perché titolare della ditta che aveva eseguito i lavori sulla strada che passava sopra al paese, poi assolto sia in primo grado che in appello.
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