Il dolore
Cartella dell’Imu anche per Lavacchio
Master chiede gli arretrati ad Antonio Guadagnucci per la casa dove morirono la moglie e il figlioletto
MASSA. Delle diecimila notifiche relative al pagamento dell’Imu 2012, inviate in questi giorni dalla Master srl, almeno una davvero non doveva essere spedita. Si tratta della richiesta Imu 2012 inviata ad Antonio Guadagnucci, il padre e il marito delle due vittime della frana di Lavacchio, avvenuta nel 2010, sulla montagna massese. Guadagnucci oggi è chiamato a pagare l’Imu su quella casa distrutta dal fango e sotto le cui macerie morirono la moglie Nara Ricci, e il piccolo Mattia; 425 euro per una casa che non esiste più e che è il simbolo, da otto anni, della sconfitta della politica e dei lavori pubblici e della incapacità dei governi a garantire la sicurezza della gente che vive in montagna.
Quando la frana si abbatté sulla casa della famiglia Guadagnucci, ad Antonio, rimasto vedovo e con una figlia adolescente a cui pensare, fu promesso che della proprietà di Lavacchio non avrebbe più sentito parlare. Lì furono quindi seppelliti i ricordi di una vita e Antonio Guadagnucci scappò via dal paese, comprò casa altrove, firmando un accordo con il Comune che gli permetteva di acquistare un terreno agricolo, che poi sarebbe stato reso edificabile, per costruirci un’unità immobiliare della stessa grandezza di quella di Lavacchio. Una sorta di risarcimento, che per il momento non si è ancora compiuto, visto che Guadagnucci sta aspettando la chiusura del processo per entrare in possesso del terreno. Intanto Antonio non ha di certo pensato a pagare l’Imu su quella che, purtroppo per lui, risulta ancora prima casa a Lavacchio. Il Comune aveva dato rassicurazione che l’Imu sarebbe stata versata dall’ente. Così avviene nel 2011, ma poi il pagamento smette di essere assicurato sia nel 2012, che nel 2013, ma Guadagnucci non lo sa.
La settimana scorsa esplode il caso delle cartelle pazze Imu 2012, con la richiesta di pagamenti e more per migliaia di cittadini massesi. E una di queste arriva all’indirizzo di Guadagnucci.
«Non si tratta dei soldi- dice Antonio - è il principio; una ferita che non ha mai smesso di sanguinare e che ogni volta, per un motivo, o per un altro, si riapre. Preferirei dover pagare 1000 euro di Imu sulla mia casa e averci dentro tutti i miei cari; non pagherò un centesimo per una casa distrutta, su un terreno franato anni fa, dentro cui sono morti mia moglie e mio figlio». E’ la burocrazia italiana, le regole, gli obblighi e le leggi che spesso rendono difficile anche il più elementare dei riguardi che si dovrebbe avere in situazioni come questa.
Manuela D’Angelo
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