Il Tirreno

Urbanistica, si rischia di ripartire da zero

di Manuela D’Angelo
Urbanistica, si rischia di ripartire da zero

L’iter della discussione in consiglio potrebbe essere sbagliato. A sollevare il dubbio in commissione è Fabrizio Brizzi

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MASSA. Forse è stato tutto sbagliato. Forse, l’iter adottato fino a questo momento per approvare il Regolamento urbanistico non era quello giusto e forse bisognerà porre rimedio e ripetere alcune votazioni in consiglio. Il dubbio è emerso ieri pomeriggio, durante la commissione Urbanistica e a sollevarlo è stato il consigliere degli Arancioni Fabrizio Brizzi, presentando una delibera proveniente da un altro comune, Serravezza, nella quale viene descritto il percorso che ha portato quei consiglieri ad approvare, poco tempo fa, il proprio Ru. «Non hanno votato le controdeduzioni come stiamo facendo noi- spiega Brizzi- ma hanno votato le osservazioni dei cittadini, e non come provvedimento unico, ma scorporando ogni singola richiesta. Invece noi stiamo votando le controdeduzioni dando un parere all’intera risposta dei progettisti, quando i quesiti sono molteplici, anche all’interno di una stessa osservazione». La questione tecnica non è da poco: il consiglio comunale ha la responsabilità di approvare o negare richieste che arrivano dai privati cittadini e il parere dei tecnici del Ru, o del responsabile del provvedimento, non dovrebbe, secondo alcune interpretazioni, influire su quella votazione. Più volte, invece, ai consiglieri è stato spiegato che il parere dei tecnici (le controdeduzioni) e quello degli uffici comunali, era essenziale per evitare che loro, politici spesso sprovvisti delle nozioni tecniche, potessero incorrere in errori madornali. Insomma, un bel nodo da sciogliere perché, se venisse fuori che l’iter corretto prevedeva la votazione delle osservazioni, e non delle controdeduzioni, potrebbe venir meno l’autenticità del provvedimento fin qui approvato. E’ vero, il Comune di Serravezza «non è la Bibbia», come ha sottolineato la capogruppo del Pd Giovanna Santi, ma potrebbe comunque essere un precedente da tenere sotto osservazione. Brizzi, appoggiato in questa sua richiesta dal consigliere Pd Stefano Alberti, chiede risposta scritta al dirigente Vinicio Ticciati: una risposta che dovrebbe arrivare entro oggi alle 17, prima cioè dell’apertura del consiglio comunale, per mettere tutti in condizione di votare con serenità. «Chiedo una risposta anche dal segretario generale- conclude Brizzi- prima di entrare in consiglio, perché nessuno di noi deve aver problemi con le prossime votazioni». «Il quesito non è di poco conto- incalza Alberti- perché se fosse accertato quanto fatto dai nostri vicini a Serravezza, ci troveremmo di fronte ad una serie di atti votati ma non validi. Dobbiamo sapere che quanto fatto fino ad adesso è corretto». In commissione viene chiesto anche di anticipare un punto all’interno del consiglio e cominciare subito a parlare delle osservazioni riguardanti la nuova edificazione. Il consiglio potrebbe facilmente procedere perché si tratta di circa 200 osservazioni che chiedono tutte la stessa cosa: poter costruire nuova edificazione sul proprio terreno. E anche le risposte da dare ai cittadini dovrebbero essere abbastanza facili, perché un “sì” o un “no” è dettato esclusivamente dalle norme tecniche di attuazione e dal quadro conoscitivo, che prevede l’edificazione soltanto in alcuni luoghi e seguendo specifici parametri. Un conto (e una risposta), quindi, matematico, da cui non si può scappare. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle 17.

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