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Dal san Giacomo 

La scultrice «Mi sfrattano senza neppure ricevermi»

La scultrice «Mi sfrattano senza neppure ricevermi»

CARRARA. «Da tre mesi cerco di parlare con l’assessore Anna Galleni e non riesco a farlo. So che in settimana c’è stato un incontro, durante il quale è stato ribadito che devo lasciare l’alloggio,...

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CARRARA. «Da tre mesi cerco di parlare con l’assessore Anna Galleni e non riesco a farlo. So che in settimana c’è stato un incontro, durante il quale è stato ribadito che devo lasciare l’alloggio, pur non essendo io morosa. Ieri ho pagato regolarmente l’affitto»: lo racconta Sara Bonuccelli, la scultrice che dal 2015 risiede in un alloggio al San Giacomo in una residenza destinata a ospitare gli artisti.

«Pago 200 euro al mese, non sono poche per il mio reddito che è di 5mila euro all’anno, ma almeno ho anche il laboratorio» spiega mentre riferisce di aver chiesto - subito dopo la lettera di “sfratto” ricevuta lo scorso ottobre - un incontro con l’assessore al Sociale Galleni, nella speranza di riuscire a trovare una “soluzione”.

«Parte delle case del San Giacomo erano espressamente destinate a ospitare gli artisti, e io qui sono l’unica che vi risiede avendone titolo» ricorda, precisando di aver avuto per tutto questo tempo e fino a pochi mesi fa un regolare contratto di affitto con Erp, rinnovato con cadenza mensile.

Allarmata, come ovvio, dalla lettera di sfratto, la scultrice ha presentato domanda per entrare nella graduatoria degli alloggi popolari ma dice, «ho pochi punti e non credo me ne sarà assegnata una in tempi brevi». «So che nei giorni scorsi c’è stata una riunione tra gli enti competenti. Avrebbero ribadito che il San Giacomo deve diventare un polo culturale e per questo va liberato e ristrutturato. Io però non so dove andare e vorrei parlare con l’assessore. Mi pare assurdo - conclude Sara Bonuccelli - che la titolare della delega al Sociale non abbia mai trovato, negli ultimi tre mesi, un momento per parlare con me».

«Sara Bonuccelli è stata ricevuta da Erp e dal dirigente al Sociale. Se avesse avuto titolo, queste persone le avrebbero indicato cosa fare. Quelli del San Giacomo, va detto, non sono alloggi assegnati da graduatoria ma soluzioni abitative temporanee, tanto che il contratto della signora veniva rinnovato mensilmente. In quelle case, non è possibile nemmeno prendere la residenza» replica l’assessore Galleni che pur dicendosi dispiaciuta per le difficoltà della scultrice di trovare un’alternativa aggiunge: «ci sono molti artisti che non hanno beneficiato di una possibilità di cui la signora Bonuccelli ha goduto per 2 anni, sapendo che prima o poi sarebbe dovuta uscire».

(C.C.)

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