Il Tirreno

«Una salvaguardia occupazionale nel bando»

«Una salvaguardia occupazionale nel bando»

I sindacati confidano nel lieto fine e sperano che la società resti, magari in coabitazione con le crociere

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CARRARA. La preoccupazione per l’eventuale addio di Porto Spa alla banchina Taliercio c’è e nessuno la nasconde tanto che tutte le sigle sindacali di categoria hanno chiesto all’Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale di inserire nel bando per la nuova concessione una clausola di salvaguardia, che imponga al nuovo “titolare” dell’area di assumere l’eventuale personale in esubero. Ma a forza di fare la spola da e per la sede dell’ente spezzino, i sindacalisti hanno maturato anche una speranza: ovvero che la vicenda si concluda con un lieto fine e che la Porto Spa resti sulla Taliercio, magari condividendo gli spazi con un altro concessionario, probabilmente una compagnia crocieristica.

Ad alimentare questa speranza sono le indiscrezioni raccolte praticamente da tutti i delegati sindacali e che parlano addirittura non di uno ma di due bandi, uno per la funzione commerciale e uno per quella crocieristica: «Non credo la Taliercio sarà assegnata in esclusiva ma è destinata a ospitare più attività» conferma Rolando Bellè di Uil Trasporti che conferma comunque la preoccupazione per le ricadute occupazionali della vicenda.

«I timori ci sono, anche tra i lavoratori ma abbiamo fatto di tutto per tutelarli. Il mio sindacato ha chiesto la clausola di salvaguardia già a dicembre, non appena è stato negato il rinnovo della concessione a Porto Spa» spiega Luca Mannini, di Fit Cisl, garantendo la massima attenzione da parte del suo sindacato.

«Come sindacato siamo preoccupati ma aspettiamo di vedere le carte fino in fondo. Non credo che Porto Spa non partecipi al bando e sono convinto che la Taliercio possa conciliare diverse attivit, quella commerciale e quella crocieristica» aggiunge Domenico Ciaravella di Filt Cgil che solleva il problema della mancanza di aree di stoccaggio. «Il problema vero sono gli spazi. Soprattutto da quando quelli dell’area retroportuale sonbo occupati dalle attività di Ge.Oil&Gas-Nuovo Pignone. Quando ci sono i picchi, dentrro il porto, quasi non ci si muove più» segnala il sindacalista della Camera del Lavoro dando voce alle testimonianze deglia ddetti ai lavori.

(C.C.)

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