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«No al cane nella casa». La protesta di una donna

«No al cane nella casa». La protesta di una donna

MASSA. Ha meno di 24 ore per “abbandonare” il proprio cane, altrimenti dovrà rinunciare ad un tetto sopra la testa. Lucia, 51 anni, da tre mesi vive in una residenza pubblica adibita all’emergenza...

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MASSA. Ha meno di 24 ore per “abbandonare” il proprio cane, altrimenti dovrà rinunciare ad un tetto sopra la testa. Lucia, 51 anni, da tre mesi vive in una residenza pubblica adibita all’emergenza abitativa, ieri è arrivata la richiesta di trasferimento in una struttura in cui il suo cane non può accedere. E in quella attuale non può stare perché non in possesso dei requisiti necessari. Figli, in questo caso, quelli che determinano la priorità nell’assegnazione di una sistemazione nello stato di emergenza abitativa. Lucia non ne ha e nemmeno il suo compagno, entrambi sono senza lavoro da tre mesi e per questo hanno dovuto chiedere aiuto. Da quando non sono più in grado di sostenere un affitto hanno pernottato anche nelle cabine del lungomare. Per loro, però, non è sempre stato così. Lucia ha lavorato quasi sempre nelle cucine dei ristoranti, poi ha fatto la badante, ha pulito le camere di una pensione per diverso tempo. Aveva, insomma, uno stipendio e una vita dignitosa. Così come il compagno. Tre mesi fa, esasperati, decidono di occupare una camera di quelle a disposizione nella residenza sociale di proprietà del Comune. E in quei mesi hanno condiviso l’edificio con altre famiglie disagiate del Comune. Ieri la notizia del trasloco: dovrebbero spostarsi in una nuova struttura, il loro posto in quella attuale è destinato ad una famiglia con figli. Nel nuovo edificio Lucia non potrebbe più condividere lo spazio con il suo compagno: i due verrebbero divisi in due camere doppie da condividere con due persone dei rispettivi sessi. Inoltre in quella residenza non sono ammessi gli animali. E Lucia con sé ha un cane di piccola taglia che cinque anni fa prese al canile. Quel cagnetto per lei significa moltissimo, insieme hanno vissuto i momenti più tristi di questo complicato periodo e privarsi del suo affetto per la donna non è un’ipotesi contemplabile. L’assistente sociale che ha preso in carico la donna assicura di «aver rispettato pienamente il regolamento comunale e di capire il sentimento della donna, ma spiega che il trasferimento è necessario per andare incontro alle esigenze di un’altra famiglia». Lucia non ha intenzione di abbandonare il cane e in attesa di conoscere il suo destino, rinnova il suo appello per poter trovare un lavoro.

(c.p.)

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