Il Tirreno

Master, è scontro tra cda e sindacati

di Chiara Sillicani
Master, è scontro tra cda e sindacati

Cgil, Cisl e Uil: mancano indennità e straordinari. Cesare Valesi: è falso. L’accordo è già fatto, ma non c’è ancora una Rsu

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MASSA. L’Imu, l’imposta municipale sugli immobili, e gli oltre 10.000 avvisi di accertamento partiti a dicembre fanno da sfondo. Scenografia di uno scontro che si alimenta da tempo e ha fatto pure tappa nelle aule di tribunale. Da una parte ci sono i sindacati che rappresentano i dipendenti di Master, la società di riscossione completamente in house, nata nel 2010; dall’altra c’è il consiglio di amministrazione di quella stessa società. Presieduto dal fiscalista Giulio Andreani, la vicepresidenza del cda è di Giovanni Della Pina, commercialista e delegato alle partecipate negli anni dell’amministrazione targata Roberto Pucci. Terzo ed ultimo membro è Cesare Valesi.

Ed è Valesi a parlare a nome e per conto dell’intero consiglio: lo fa con «evidente imbarazzo perché usare accenti polemici con il sindacato non è cosa da lui, non è in sintonia con la sua storia: uomo del Pci, sempre vicino ai temi sindacali - così si descrive - deve fare uno sforzo per esprimere la sua amarezza». Perché - chiarisce-su Master i sindacati «hanno detto cose non vere e non posso che esserne amareggiato».

Cgil, Cisl e Uil - per ripercorrere la vicenda - di fronte al grande caos per gli avvisi di accertamento, hanno invitato i cittadini a non puntare il dito contro i 39 dipendenti di Master ricordando che quei lavoratori tirano avanti la società, ne garantiscono l’efficienza e lo fanno in assenza di una definizione contrattuale del salario accessorio e delle indennità, con un bel po’ di straordinari arretrati. La replica di Valesi è secca: «Fa male - esordisce - constatare la mancanza di senso di appartenenza ad un sindacato, fa male assistere al passaggio da un sindacato all’altro e ancor più male fa sentir dire il falso perché - motiva - non è vero che Master non ha pagato gli straordinari. Non ci sono arretrati, ricorriamo al lavoro straordinario con estrema ponderatezza. Unica cosa - aggiunge - paghiamo come straordinario le ore di chi lavora nei festivi. E il caso - Valesi esemplifica - dei dipendenti di Master distaccati ai cimiteri».

Valesi assicura che non c’è un ricorso agli straordinari per far fronte ad un deficit di organico: «Se valutassimo di assumere, beh allora dovremmo andare a potenziare il pool che fa gli accertamenti e contrasta il fenomeno dell’evasione. Quel pool ha fatto incassare all’amministrazione milioni di euro». Dal recupero Imu 2012, per cui sono partiti i 10.000 avvisi, Master conta di recuperare una cifra compresa tra i 3,5 e i 4 milioni. E su salario accessorio e contrattazione di secondo livello: «I lavoratori sono stati liquidati in base all’accordo siglato in Prefettura per gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013. Abbiamo provveduto, per quegli anni, a pagare anche le indennità di rischio, di disagio e di maneggio denaro». Liquidati, quindi, fino al 2013. Poi più nulla. Ma Valesi assicura che durante l’ultima trattante del 2017 «è stato preso un accordo per il 2014, 2015, 2016 e forse il 2017. E quell’accordo - aggiunge - riconosce un salario accessorio più corposo di quello definito dal precedente accordo». Il membro del cda va all’attacco: «La trattante per chiudere verrà convocata appena i lavoratori avranno una Rsu. La Rsu è dimissionaria, ma i dipendenti non riescono ad esprimerne una nuova. E questo è il segnale di una profonda divisione. Viene istituita la commissione elettorale, poi i membri si dimettono. Fatta la Rsu, noi siamo pronti a liquidare il denaro, Master è in salute e i soldi per pagare ce li ha tutti. Spero che l’assemblea (riunita questa mattina ndr)mostri la saggezza che ha già mostrato in altre occasioni».

Il nocciolo della questione è il contratto: «È applicato il contratto degli enti locali, ma non è pensabile l’applicazione di tutti gli istituti previsti per i comunali. LAa conferma è arrivata dalla causa in merito che, negli scorsi anni, ha dato ragione a Master e condannato i ricorrenti anche alle spese legali».

Uno scontro netto, una frattura pesante tra il sindacato che chiede tutele, definizioni contrattuali, pagamenti e il cda che garantisce di aver rispettato gli accordi e garantito quelle tutele.

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