Sicurezza
Integrazione e sociale Otto nuovi volontari
Sono i richiedenti asilo che collaboreranno con la Pubblica Assistenza di Carrara Dopo il corso di formazione lavoreranno sulle ambulanze e con anziani e disabili
CARRARA. L'integrazione passa anche attraverso il volontariato. Questo in sintesi l'obiettivo del corso di primo soccorso rivolto a dodici richiedenti asilo, e realizzato dalla cooperativa "Giovani e comunità" in collaborazione con la Pubblica assistenza di Carrara.
Otto i ragazzi che hanno già superato brillantemente il corso, mentre altri quattro lo inizieranno in questi giorni. La cerimonia di consegna degli attestati si è svolta ieri mattina nella sede della Pubblica assistenza di via Roma.
Adesso i ragazzi lavoreranno come volontari all'interno della vasta gamma di servizi offerti dalla Pubblica assistenza: dal soccorso in ambulanza fino alle prestazioni domiciliari per disabili e anziani.
Questi dodici “neo soccorritori”, sono solo alcuni di quelli in affidamento alla cooperativa "Giovani e comunità" con sede a Capannori, ma attiva anche in provincia di Massa Carrara con 56 persone in consegna.
La maggior parte di loro sta frequentando la scuola, chi le medie e chi le superiori. Ma tutti sono scappati da una realtà difficile, alcuni dalla guerra.
Come per esempio Altaf Hussain. Ha 38 anni ed è fuggito dal Pakistan. E' arrivato in Italia passando dalla Libia. Per 800 euro gli scafisti lo hanno portato in Sicilia. Sono serviti due giorni di barca. Era il 2014. In Pakistan ha una moglie, tre bambini e la madre. «Sono venuto in Italia - racconta Altaf - perché voglio far venire qui anche la mia famiglia. Il problema è che non mi hanno ancora dato i documenti, e senza quelli è difficile trovare lavoro. Ringrazio l'Italia per avermi accolto» dice.
Tra il personale formato c’è anche Samwango Sidate. Lui ha 24 anni e fugge dalla Guinea. Si trova in Italia da 2 anni e nove mesi. Ha da poco finito la terza media e adesso si sta per iscrivere alla prima superiore. Nel frattempo ha fatto un corso di italiano, uno da bagnino ed uno da falegname. Anche lui è arrivato via mare. Il viaggio glielo ha pagato lo zio. «Sono molto contento di vivere in Italia - racconta - non ho avuto problemi di integrazione. Ho amici di Carrara e spesso giochiamo assieme a calcio. Sono contento di aver fatto il corso di primo soccorso».
Infine c’è Famara Jaiteh: lui ha 23 anni e proviene dal Gambia. Per imbarcarsi ha dovuto raggiungere la Libia a piedi. Era il 2015. «Sono contento di far parte del volontariato - racconta - non ho avuto problemi di integrazione. Sto aspettando i documenti e sto anche cercando lavoro. Ma è difficile trovarlo» racconta.
Alla cerimonia hanno partecipato il responsabile della Pubblica assistenza Fabio Barbieri, la presidente della cooperativa Rossella Pinochi, la coordinatrice dei servizi su Carrara Sabrina Da Prato, la dottoressa del 118 Alessandra Landini.
Come ha sottolineato la presidente Pinochi: «Un grazie speciale va a tutti gli operatori. Senza di loro molti di questi ragazzi non avrebbero frequentato nemmeno metà del corso». Da parte sua Barbieri li ha ulteriormente incoraggiati dicendo: «Adesso vi aspettiamo tutti per il corso avanzato» hha detto il responsabile di Pubblica Assistenza
. Insomma, storie diverse e diverse provenienze, ma da questo momento unite dal volontariato e dalla voglia di rendersi utili.
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