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Gozzani (Cgil): cresce la produzione ma l’occupazione no

Gozzani (Cgil): cresce la produzione ma l’occupazione no

MASSA-CARRARA. «Servono impegni concreti per rilanciare il tessuto produttivo e invertire gli indicatori negativi che caratterizzano ormai da anni la nostra Provincia». È l’appello di Paolo Gozzani,...

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MASSA-CARRARA. «Servono impegni concreti per rilanciare il tessuto produttivo e invertire gli indicatori negativi che caratterizzano ormai da anni la nostra Provincia». È l’appello di Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil che interviene così sul tema del lavoro e dello sviluppo del territorio.

La Cgil, dice, «si è mobilitata, ha chiesto a Cisl e Uil la proclamazione di uno sciopero generale provinciale per richiamare tutti gli attori istituzionali, dal governo fino ai singoli Comuni, a prestare la massima attenzione allo sviluppo del territorio. Siamo riusciti ad ottenere dei primi importanti risultati che certo non ci lasciano ancora soddisfatti ma sono un primo passonella direzione da noi auspicata. Nello specifico la firma dell'accordo di programma e l'individuazione delle prime risorse per la 181 ha destinato 10,4 milioni al nostro territorio, 5 dalla Regione e 5,4 dal Governo. Ci sono 4 manifestazioni d'interesse con altrettanti progetti in fase di istruttoria presso Invitalia, tre in campo manifatturiero ed uno nel settore dei servizi, che prevedono 35 nuove assunzioni. Quindi con le dovute cautele, qualcosa nell’anno appena concluso si è mosso e non lo diciamo noi, ma i dati del Rapporto Economia della Camera di Commercio. L’industria manifatturiera il 2017 chiude con un incremento della produzione vicino al 4%, la migliore dal 2007 ma di tutto questo vorremmo avere ricadute in termini occupazionali che faticano ad arrivare. Ricordiamo a tal proposito le risorse destinate per la reinudstrializzazione delle aree manifatturiere rimanenti della Ex Eaton grazie al coinvolgimento del Consorzio Zona che le ha in dotazione».

Serve però, è la tesi del segretario Cgil, una legge di riordino «per avviare la nuova compagine del Consorzio Zia che dovrà avere la funzione di promuovere gli investimenti industriali attraverso la calmierizzazione dei prezzi delle aree liberandole dalle problematiche idrogeologiche e di bonifica. Così come per una prospettiva concreta di crescita si dovrebbe tradurre la variazione positiva del export (secondo Istat sui primi nove mesi dell’anno, +18%, addirittura le vendite di materiale lapideo grezzo +39%), in un vero piano di incremento occupazionale». In questo settore, prosegue, « serve assolutamente favorire l'istituzione del distretto e l'aumento dell'incidenza occupazionale con un contingentamento dell’escavazione che tenga conto del numero di occupati a fronte del quantitativo di materiale prodotto. Rispetto poi alle presunte gare sull'assegnazione delle concessioni di cava, chiediamo l'inserimento della clausola sociale, in modo che chiunque subentri garantisca il mantenimento dei livelli occupazionali e i diritti derivanti dalla contrattazione oggi in essere. Noi siamo vigili su ognuno di questi aspetti e invitiamo anche le altre organizzazioni sindacali, datoriali, industriali ed artigianali a fare altrettanto per richiedere alle istituzioni l'adozione di un patto territoriale che favorisca investimenti di imprese che sappiano rilanciare il nostro territorio e porre argine all'emorragia occupazione che riguarda la nostra provincia, partendo dal dare risposte ai tanti disoccupati apuani, giovani, precari e fuoriusciti dalle vertenze tradizionali quali solo per citare i casi più noti Eaton, Syntech, Rational».



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