Il dolore
«Qui al Cermec nessun rischio»
MASSA-CARRARA. Il Cermec, in una nota, interviene in replica all’intervista apparsa sul Tirreno di ieri del segretario provinciale della Cisl Toscana Nord Ovest, Andrea Figaia, e in particolare in...
MASSA-CARRARA. Il Cermec, in una nota, interviene in replica all’intervista apparsa sul Tirreno di ieri del segretario provinciale della Cisl Toscana Nord Ovest, Andrea Figaia, e in particolare in merito ai dubbi che nell’area Cermec siano state sversate sostanze inquinanti e pericolose». Il Cermec sottolinea: «È opportuno precisare quali sono, invece, le evidenze e le certezze circa lo stato dei suoli dell’area Cermec sulla base delle analisi effettuate. Fin dalla metà degli anni ’90, con la costituzione del Sin (sito di interesse nazionale bonifiche ambientali) l’area Cermec è stata caratterizzata e monitorata, e sono stati progettati e realizzati numerosi interventi di messa in sicurezza e di bonifica. I terreni inquinati da rifiuti urbani e da scorie dell’inceneritore sono stati individuati e larga parte di questi sono già stati rimossi in successivi lotti, approvati e finanziati dal Ministero dell’Ambiente. Inoltre è ancora attiva (e viene analizzata con cadenza annuale) una rete di monitoraggio delle acque di falda, con piezometri diffusi su tutta l’area, i cui risultati sono puntualmente comunicati a Regione e Arpat. In nessun caso le verifiche hanno dato come risultato la presenza di inquinanti diversi da quelli originati dal ciclo dei rifiuti urbani. Si aggiunga che l’inceneritore ha cessato definitivamente di essere attivo fin dall’inizio metà degli anni ’80, quando venne invece sviluppato l’impianto di trattamento meccanico-biologico, sempre dedicato agli urbani. Del resto anche in occasione della recente “declassificazione” delle aree industriali da Sin a Sir (sito di interesse regionale), anche quelle di Cermec sono state trasferite alla competenza della Regione Toscana con la quale è attualmente in fase avanzata la progettazione degli interventi per effettuare la bonifica nelle ultime porzioni residue. In tale ambito è stata, in particolare, richiesta e prodotta un’Analisi del rischio sanitario che ha escluso pericoli per i lavoratori e quindi per la salute pubblica».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
