Il Tirreno

Muore a 44 anni il figlio dell'architetto Lera

Melania Carnevali
Una bella immagine di Leonardo Lera
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Una bella immagine di Leonardo Lera

Lavorava col padre nello studio di Forte dei Marmi, lascia la moglie e due bambini piccoli

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MONTIGNOSO. «Vado a casa», aveva detto alla moglie e al padre, «non mi sento bene». E queste sono le ultime parole che i suoi familiari hanno sentito pronunciare da lui: Leonardo Lera, unico figlio di Tiziano (entrambi architetti dei vip) è morto nella sua villa a Palatina, tra Pietrasanta e Montignoso. Ucciso da un malore a 44 anni. A trovarlo nel pomeriggio di domenica 21 gennaio, alla scrivania, è stata la moglie.

Erano a pranzo fuori tutti insieme, poco prima. Lui, i due figli piccoli, la moglie e il padre. Una famiglia felice che si gode la domenica di sole. Aveva detto di non sentirsi bene, di voler tornare a casa. Ed era andato via. Gli altri erano rimasti al ristorante. La moglie, Merciva Tasseron, un’agente immobiliare di Forte dei Marmi, lo ha trovato poco dopo alla scrivania, dove si era messo a lavorare. Non rispondeva più. Se ne era già andato. Sul posto è intervenuto anche il 118, ma il medico non ha potuto far altro che constatarne il decesso.

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È il secondo lutto in nemmeno due anni per Tiziano Lera. Nell’aprile del 2016 era morta infatti la moglie, Lara Trombella, malata da tempo. Da quel giorno il rapporto tra padre e figlio era diventato ancora più intimo. Loro, che hanno sempre fatto tutto insieme. Nella vita e nel lavoro. Vivevano sul Lungomare di Vittoria Apuana anni fa, prima di trasferirsi nel verde delle colline di Palatina, dove insieme, negli anni, hanno realizzato la “Via dell’arte” un connubio tra scultura e natura, marmi e ruscelli, sughere e uccelli rari. Insieme piantavano alberi e sceglievano opere per abbellire il percorso verso la loro villa, una galleria a cielo aperto dove vivevano insieme. Il babbo sotto, Leonardo sopra con la moglie e i due figli, di nove e sei anni.

Lavoravano pure, fianco a fianco, nel loro studio accanto al pontile di Forte dei Marmi. Leonardo d’altronde era cresciuto tra i righelli e gli schizzi del padre in uno studio che era già all’epoca calamita di grandi artisti e artigiani. Incoraggiato ma mai obbligato a prendere la matita, alla fine Leonardo aveva seguito le orme del padre. Aveva studiato architettura e garden design a Firenze e a Londra, per poi tornare al Forte e iniziare a lavorare con il padre.

Due generazioni diverse di professionisti, due geni dell’architettura: poeta e guru dell’ambientalismo esoterico Lera senior, maestro del 3d Leonardo. Complementari in tutto. La loro mano è passata da bagni, ristoranti, ville, discoteche e alberghi di tutta la Versilia e mezzo mondo. Nel 2015 avevano realizzato insieme un mega progetto per Istanbul: si trattava di un impianto di 250 mila metri quadrati da trasformare in otto edifici residenziali, un centro commerciale, un parco con tanto di teatro-arena e spazi aperti per giochi dei ragazzi, il tutto a un chilometro dal Bosforo. L’amministrazione turca voleva proprio i Lera.

Sono stati sempre loro, insieme, a ridisegnare il bagno Alcione del futuro, che ha convinto Alessia Berlusconi ad acquistare lo stabilimento e a ristrutturarlo tutto nonostante la Bolkestein. Avevano messo dentro tanti fiori, tante piante, arredamento in legno locale, tinte naturali, con una piscina e area fitness. Un gioiellino di modernità che aprirà la prossima estate e che Leonardo non potrà vedere. Leonardo Lera verrà poi seppellito nel cimitero di Strettoia, accanto alla madre.

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