Sicurezza
«Mi hanno ristrutturato casa senza dirmelo»
Eleonora Vita comproprietaria di un immobile ad Avenza chiede spiegazioni al municipio
CARRARA. «Hanno autorizzato la ristrutturazione di un immobile di cui sono comproprietaria senza chiedermi alcuna autorizzazione»: è la segnalazione di Eleonora Vita, avvocato, che si rivolge al Settore Urbanistica del Comune di Carrara e in seconda battuta allo staff legale del municipio per conoscere le modalità che hanno portato al via libera ai lavori.
L’immobile in questione si trova ad Avenza in via Turati. «La casa è in comproprietà con mio zio, lo stesso con cui ho avuto un contenzioso per un’eredità» premette l’avvocatessa, spiegando che la quota di cui è titolare è pari a 1/12.
Si tratta di una porzione minoritaria, dunque, ma che comunque non fa venire meno il diritto di proprietà di Eleonora Vita.
Di qui lo stupore della donna nell’apprendere che il municipio aveva autorizzato la ristrutturazione dell’immobile senza consultarla.
«I lavori sono stati avviati a novembre 2013 ma nessuno ha chiesto il mio consenso» riferisce Eleonora Vita precisando che secondo la legge, gli interventi di manutenzione straordinaria devono essere autorizzati da tutti i proprietari dell’immobile oggetto delle opere.
«Come è stato autorizzato questo intervento? Perché non sono stata interpellata? » si domanda la proprietaria che anzi rivolge i suoi quesiti direttamente all’Ufficio Urbanistica del Comune di Carrara e all’avvocatura del municipio, i due soggetti che a suo parere dovrebbero monitorare la correttezza delle pratiche.
«A seguito di questa ristrutturazione, inoltre, è stato chiuso con un cancello un varco pedonale che dovrebbe essere pubblico» aggiunge Eleonora Vita che chiede il semplice rispetto delle leggi e afferma di non avere alcuna velleità sulla casa ristrutturata.
«A mio zio dico dammi 17. 500 euro e tienti la casa» taglia corto la donna, desiderosa di scrivere la parola fine su questa vicenda senza però rimetterci di tasca propria.
«C’era un altro comproprietario in quell’immobile, una parente. Qualche anno fa mio zio acquisì la sua quota e le liquidò il dovuto in base a una stima fatta dal suo stesso geometra. In base a quella perizia, il valore della mia proprietà è appunto di 17. 500 euro» spiega Eleonora Vita che dopo aver chiesto delucidazioni sulla correttezza dell’iter autorizzativo dei lavori indica la via di uscita per mettere fine al contenzioso.
Cinzia Chiappini
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