Il Tirreno

«Capolinea poco sicuro» Allarme degli autisti Atn

«Capolinea poco sicuro» Allarme degli autisti Atn

Il cambio di viabilità costringe i passeggeri a scendere in strada, tra le auto Le vetture, posteggiate anche in seconda e terza fila, ostacolano le manovre

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MASSA. Il nocciolo della questione è che alla stazione di posteggi non ce ne sono. E chi arriva tardi, chi ha fretta, chi aspetta i figli che rientrano dall’università si sistema un po’ dove capita. L’inciviltà fa la sua parte, ma la carenza di posteggi rimane un’evidenza. Il risultato è che di fronte alla stazione le seconde e terze file sono la regola, soprattutto all’ora del rientro dei pendolari. E a farci i conti sono gli autisti dell’autobus, ancor di più da quando è stata realizzata la rotonda lungo via Carducci e modificata la viabilità in piazza IV Novembre.

Sì perché l’inversione del senso di marcia, con entrata lato Viareggio e uscita lato Carrara, costringe gli autisti del bus ad aprire le porte per far scendere i passeggeri fronte strada. E non è cosa da poco - spiega Maurizio Tongiani, segretario provinciale Faisa «perché - motiva - chi scende, spesso persone anziane, si ritrova in mezzo alla strada, tra le auto che partono». Un bel rischio. Che gli autisti hanno già fatto presente: «Abbiamo partecipato ad un paio di incontri con i tecnici comunali, ma le strisce gialle disegnate a terra per evidenziare aree destinate alla discesa non sono sufficienti per garantire la sicurezza».

E non è finita perché spesso a chi è alla guida del bus tocca pure misurare il millimetro per immettersi nella rotatoria. Le auto sono parcheggiate sfruttando anche aree che al posteggio non sono destinate e lo spazio di manovra è ridotto al minimo: «O passiamo rischiando di toccare, e se facciamo danni possiamo rimetterci ore di stipendi che vengono decurtate, oppure dovremmo fermarci e attendere che qualcuno sposti la sua vettura facendo ritardare le corse. Non è semplice spiegare tutto ciò all’utente che, pagando il biglietto, si aspetta un servizio puntuale».

Del resto che la soluzione stazione non sia delle migliori Faisa lo ha detto più volte: «In via Europa, che fa da capolinea per le corse extraurbane, non abbiamo neppure un bagno e alla stazione, che è capolinea per l’urbano, con la nuova viabilità, i problemi sono parecchi». Del resto la soluzione è da anni provvisoria, ma il risultato è che l’area stazione è sempre più “sotto stress”.

(c.s.)

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