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Obiettivo Massa punta dritto ai giovani

Obiettivo Massa punta dritto ai giovani

Nuove adesioni al movimento civico. In prima linea anche commercianti costretti a chiudere 

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MASSA. Nuove adesioni ad Obiettivo Massa. Si è unito al movimento civico Simone Del Moretto, 40 anni: «Per 15 anni - spiega Simone - ho lottato per tenere aperta la mia attività cercando di non fare debiti, poi mi sono dovuto arrendere e ho abbassato la saracinesca. Come sta accadendo in maniera copiosa negli ultimi anni. Nessuno ha mai speso una parola o cercato di dare agevolazioni ai commercianti che si scontrano ogni giorno con una politica miope nel trovare soluzioni al problema lavoro. Troppo coinvolta nei propri interessi partitici e disattenta alle emergenze degli abitanti e di chi ogni giorno fa sacrifici per mantenere aperta un’attività. Per questo motivo ho deciso di aderire ad Obiettivo Massa: ho trovato persone come me che credono che un cambiamento si possa e, adesso più che mai, si debba fare nell’interesse dei cittadini». Adesione al movimento anche da parte di Marco Gelardi, 48 anni, imprenditore e commerciante. Ha scommesso su Massa, più precisamente su Marina, dove ha aperto la sua attività. Ora lamenta «una totale indifferenza, da parte delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni, proprio su Marina di Massa. Totale assenza di controlli, degrado ed incuria delle poche strutture esistenti». Gelardi ha deciso di candidandosi «per essere protagonista in prima persona di un cambiamento che dia a tutti gli abitanti il valore ed il rispetto che meritiamo».

Altra adesione quella di Sara Mancini, 35 anni e madre di due bimbi. Rimasta senza lavoro come molti altri massesi dopo il fallimento Ges.Co, ha dovuto adeguarsi ai tempi. Ha deciso di «impegnarsi in prima persona per dimostrare e testimoniare che non serve piangersi addosso, ma occorre rimboccarsi le maniche se vogliamo garantire un futuro a tutti i giovani di Massa e creare opportunità che riaccendano le speranze di chi, attualmente, non investe sul proprio futuro».

Entra a sostenere il movimento civico anche Daniele Ricci, 40 anni, diplomato all’alberghiero e attualmente impiegato in una cooperativa sociale. Si è sempre occupato delle persone più deboli e svantaggiate. Ha fatto volontariato in Tanzania. Ha deciso di candidarsi per «mettere la sua esperienza a disposizione degli altri». Molto attivo nello sport, nonostante la sua disabilità motoria, intende «rendere questa città libera dalle barriere architettoniche e fruibile anche a chi, come lui, non può fare a meno di essere accompagnato. Tante promesse negli anni, ma alla fine nulla è cambiato perché gli ostacoli non sono solo quelli fisici, ma soprattutto quelli mentali di chi non riesce a vedere “gli altri”».



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