Il Tirreno

A rischio crollo “le more” un progetto per salvarle

A rischio crollo “le more” un progetto per salvarle

Gli storici argini progettati da Franzoni messi ko dalle piogge di dicembre I Comuni di Filattiera e Mulazzo chiedono un aiuto alla Regione toscana

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FILATTIERA. La grande fragilità del comprensorio lunigianese era emersa nel 2011 quando la Valle della Luna ebbe a confrontarsi con l’alluvione. Da allora la priorità è stata, oltre alla ricostruzione, potenziare ed erigere nuove difese, che potessero prevenire gli effetti delle piogge, sempre più intense. Quelle verificatesi a dicembre hanno inferto un’ulteriore ferita: la caduta delle cosiddette More, le difese spondali che furono edificate a Filattiera, sono crollate erose e scalzate dalla forza del Magra. La loro conservazione ha un valore storico, ma soprattutto un compito di protezione dell’abitato. Per questa ragione arriva una richiesta congiunta dai Comuni di Mulazzo e Filattiera affinché si possa aprire un tavolo di concertazione per nuovi finanziamenti, progettando e mettendo in essere cantieri che salvini le opere di difesa e le potenzino.

«Le piogge dell’ 11 dicembre – spiega Annalisa Folloni, prima cittadina di Filattiera – ha causato nuovi danni alle difese spondali. Ci siamo interfacciati con il Comune di Mulazzo, con il sindaco Claudio Novoa, per trovare una soluzione. Le “more”, con una storia secolare alle spalle, sono un elemento di difesa, ma anche di caratterizzazione del nostro comprensorio. Abbiamo rilevato più crolli lungo il tracciato fluviale. Abbiamo bisogno che la Regione possa farsene carico attraverso il Genio Civile».

«Stiamo perdendo degli elementi di identità forte - prosegue il sindaco - visto che sono un’opera di bonifica realizzate dall’architetto Franzoni che ha consentito per decenni di preservare il nostro paesaggio. Oggi le stiamo perdendo, stiamo perdendo anche la possibilità di mantenere un’economia rurale legata alle coltivazioni. Si rileva che la loro mancanza comporterebbe anche un problema di sicurezza soprattutto quando compaiono fenomeni di una certa violenza. Abbiamo bisogno di alcune risposte, che ci permettano di riappropriarci di un rapporto di serenità con il nostro fiume e di mantenere un equilibrio con coloro che mantengono vive le tradizioni agricole. Si dovrebbe pensare ad un progetto di valorizzazione importante lungo il Magra. Non a caso Filattiera e Mulazzo avevano presentato un progetto per creare una sorta di patto del fiume». La proposta che lanciano è quella di strutturare un programma di intervento in loco, attraverso studi sul territorio, ed un piano di investimenti che permetta di creare un cronoprogramma dei lavori, stabilendo in questa maniera un canovaccio su cui si andranno ad inserire le manutenzioni future.

Cristiano Borghini

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