Sicurezza
L’appello alle scuole: «Montagna più sicura con le guide alpine»
Parla il presidente dell’ordine professionale Fabio Palazzo: «Per determinate escursioni meglio rivolgersi a noi»
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MASSA. Le escursioni in montagna possono nascondere insidie e affidarsi ai professionisti è il miglior modo per affrontare i percorsi in sicurezza riducendo ai minimi i rischi, sopratutto di inverno o quando si affrontano sentieri che richiedono attrezzature tecniche. E in montagna il professionista che può condurre gli appassionati in sicurezza si chiama Guida Alpina. Ce ne sono 14 in tutta la Toscana iscritte al Collegio Regionale (un vero e proprio ordine professionale), molte delle quali fanno parte anche del Soccorso Alpino, dunque hanno una vera e propria preparazione a 360° gradi del mondo della montagna. Come spiega il presidente regionale del Collegio Fabio Palazzo: «Il tema della sicurezza delle escursioni in montagna non è facilmente riassumibile in poche parole perché ognuno è libero di andare da solo in montagna. Certo le nostre competenze e la nostra preparazione professionale ci consentono di accompagnare persone e gruppi in montagna».
Il tema della sicurezza in montagna torna spesso agli onori della cronaca anche in periodo invernale. «Certamente, pensiamo alle escursioni con le ciaspole, che sono una alternativa per chi non scia. Sono pericolose se non si è accompagnati da guide alpine. Un percorso che d'estate è sicuro, di inverno può essere molto pericoloso. E solo la guida alpina può indicare all'escursionista il grado di pericolosità».
«Come ordine abbiamo assistito recentemente all'aumentare di associazioni che organizzano escursioni in montagna con accompagnatori che non sono guide alpine ma altre figure come le guide ambientali. E' bene precisare che solo le guide alpine possono accompagnare escursionisti su terreni innevati e in sentieri in cui è richiesta attrezzatura alpinistica». La formazione della guida alpina è un percorso lungo che richiede grande sforzo economico e di tempo: «Non ci si improvvisa guida alpina. Per diventarlo occorrono quattro-cinque anni e una cifra tra i 40 e i 50 mila euro. È una scelta di vita e non un passatempo. Oltretutto la guida alpina, come tutti i professionisti che hanno un ordine, deve seguire costantemente corsi di aggiornamento oltre al fatto che ha una preparazione completa sul mondo della montagna teorica ma anche pratica. Molte guide sono anche soccorritori sugli sci e hanno una preparazione elevata anche di primo soccorso». Palazzo infine lancia un appello affinché ci sia particolare attenzione nel dare suggerimenti agli escursionisti: «Bisogna fare molta attenzione nel divulgare informazioni "pratiche" per gli escursionisti. E' un tema o delicato. Altrimenti è come dare lezioni di scuola guida per corrispondenza capite l'elevato rischio. Dare una informazione sbagliata può mettere in pericolo l'escursionista che si trova in una situazione di difficoltà». «Mi meraviglio - conclude - che spesso le scuole contattino associazioni per chiedere di organizzare escursioni e non contattino direttamente il collegio regionale è che l'organo preposto a metterle in contatto con professionisti. A breve manderemo una comunicazione istituzionale a tutte le scuole invitandole a prestare attenzione e rivolgersi solo alle guide alpine per organizzare determinate escursioni. Siamo 14 in tutta la Toscana, un numero che è in rapporto al territorio. In Piemonte, per esempio, sono oltre 200. Ma ci sono anche tanti giovani che non hanno difficoltà a spostarsi di regione».
Luca Borghini
Il tema della sicurezza in montagna torna spesso agli onori della cronaca anche in periodo invernale. «Certamente, pensiamo alle escursioni con le ciaspole, che sono una alternativa per chi non scia. Sono pericolose se non si è accompagnati da guide alpine. Un percorso che d'estate è sicuro, di inverno può essere molto pericoloso. E solo la guida alpina può indicare all'escursionista il grado di pericolosità».
«Come ordine abbiamo assistito recentemente all'aumentare di associazioni che organizzano escursioni in montagna con accompagnatori che non sono guide alpine ma altre figure come le guide ambientali. E' bene precisare che solo le guide alpine possono accompagnare escursionisti su terreni innevati e in sentieri in cui è richiesta attrezzatura alpinistica». La formazione della guida alpina è un percorso lungo che richiede grande sforzo economico e di tempo: «Non ci si improvvisa guida alpina. Per diventarlo occorrono quattro-cinque anni e una cifra tra i 40 e i 50 mila euro. È una scelta di vita e non un passatempo. Oltretutto la guida alpina, come tutti i professionisti che hanno un ordine, deve seguire costantemente corsi di aggiornamento oltre al fatto che ha una preparazione completa sul mondo della montagna teorica ma anche pratica. Molte guide sono anche soccorritori sugli sci e hanno una preparazione elevata anche di primo soccorso». Palazzo infine lancia un appello affinché ci sia particolare attenzione nel dare suggerimenti agli escursionisti: «Bisogna fare molta attenzione nel divulgare informazioni "pratiche" per gli escursionisti. E' un tema o delicato. Altrimenti è come dare lezioni di scuola guida per corrispondenza capite l'elevato rischio. Dare una informazione sbagliata può mettere in pericolo l'escursionista che si trova in una situazione di difficoltà». «Mi meraviglio - conclude - che spesso le scuole contattino associazioni per chiedere di organizzare escursioni e non contattino direttamente il collegio regionale è che l'organo preposto a metterle in contatto con professionisti. A breve manderemo una comunicazione istituzionale a tutte le scuole invitandole a prestare attenzione e rivolgersi solo alle guide alpine per organizzare determinate escursioni. Siamo 14 in tutta la Toscana, un numero che è in rapporto al territorio. In Piemonte, per esempio, sono oltre 200. Ma ci sono anche tanti giovani che non hanno difficoltà a spostarsi di regione».
Luca Borghini
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