La manifestazione
I carabinieri temevano il procuratore
di Alessandra Vivoli
Nel mirino le cimici nelle auto di servizio. Giubilaro: non ricordo di aver ricevuto telefonate dal generale dell’Arma
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LUNIGIANA. Una telefonata, quella del generale dell’Arma dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia al procuratore capo della Repubblica di Massa Carrara, Aldo Giubilaro, proprio nel bel mezzo delle indagini sui presunti abusi nelle caserme della Lunigiana che ha coinvolto 33 militari fra cui il colonnello Valerio Liberatori.
La telefonata del generale. Secondo quanto riportato da Il Fatto quotidiano proprio durante l’interrogatorio in Procura che il colonnello e ex comandate di Massa Liberatori ha parlato della telefonata del generale che, parlando con Giubilaro si sarebbe mostrato contrario alle registrazioni ambientali richieste dai pm e che, lo ricordiamo, sono finite dritte nei faldoni della maxi inchiesta.
Lo avrebbe poi confermato, sempre secondo quanto riportato dal Fatto, lo stesso generale Saltalamacchia, convocato come testimone in Procura a Massa il 25 ottobre scorso e sentito dai pm Alessia Iacopini e Marco Mansi. Quel giorno Saltalamacchia avrebbe dichiarato di essere informato dell’intenzione del procuratore di “ambientalizzare” lla compagnia di Pontremoli, le stazioni di Aulla, Licciana Nardi e Albiano Magra. E che, sempre come riporta appunto Il Fatto, lo avrebbe giudicato «proprio sproporzionato».
Giubilaro: non ricordo la telefonata, l’inchiesta è andata avanti lo stesso. Il procuratore capo Aldo Giubilaro, interpellato da Il Tirreno sulla telefonata del generale Saltalamacchia risponde così: «Non ricordo affatto la telefonata che il generale Saltalamacchia dice di avermi fatto perché a quei tempi di telefonate in riferimento a questa indagine ne ho ricevute diverse».
«Non escludo - continua il procuratore - che possa averla ricevuta quella telefonata, ma non lo ricordo. A maggior ragione, prosegue, non ricordo il contenuto eventuale della chiamata e quindi se possa essere consistita in una sensibilizzazione o sollecitazione».
Insomma il procuratore non si sbilancia ma le sue dichiarazioni sono molto precise e nette.
«Certo è che - conclude Giubilaro, con un messaggio molto chiaro - a prescindere dal contenuto della telefonata e dalle telefonata stessa, io non mi sono fatto influenzare in alcun modo».
Tanto che, e su questo palrano i fatti, l’indagine è andata avanti. Con il coinvolgimento di 33 carabinieri, otto dei quali sono stati sottoposti a misure cautelari e uno, il brigadiere Alessandxro Fiorentino in carcere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La telefonata del generale. Secondo quanto riportato da Il Fatto quotidiano proprio durante l’interrogatorio in Procura che il colonnello e ex comandate di Massa Liberatori ha parlato della telefonata del generale che, parlando con Giubilaro si sarebbe mostrato contrario alle registrazioni ambientali richieste dai pm e che, lo ricordiamo, sono finite dritte nei faldoni della maxi inchiesta.
Lo avrebbe poi confermato, sempre secondo quanto riportato dal Fatto, lo stesso generale Saltalamacchia, convocato come testimone in Procura a Massa il 25 ottobre scorso e sentito dai pm Alessia Iacopini e Marco Mansi. Quel giorno Saltalamacchia avrebbe dichiarato di essere informato dell’intenzione del procuratore di “ambientalizzare” lla compagnia di Pontremoli, le stazioni di Aulla, Licciana Nardi e Albiano Magra. E che, sempre come riporta appunto Il Fatto, lo avrebbe giudicato «proprio sproporzionato».
Giubilaro: non ricordo la telefonata, l’inchiesta è andata avanti lo stesso. Il procuratore capo Aldo Giubilaro, interpellato da Il Tirreno sulla telefonata del generale Saltalamacchia risponde così: «Non ricordo affatto la telefonata che il generale Saltalamacchia dice di avermi fatto perché a quei tempi di telefonate in riferimento a questa indagine ne ho ricevute diverse».
«Non escludo - continua il procuratore - che possa averla ricevuta quella telefonata, ma non lo ricordo. A maggior ragione, prosegue, non ricordo il contenuto eventuale della chiamata e quindi se possa essere consistita in una sensibilizzazione o sollecitazione».
Insomma il procuratore non si sbilancia ma le sue dichiarazioni sono molto precise e nette.
«Certo è che - conclude Giubilaro, con un messaggio molto chiaro - a prescindere dal contenuto della telefonata e dalle telefonata stessa, io non mi sono fatto influenzare in alcun modo».
Tanto che, e su questo palrano i fatti, l’indagine è andata avanti. Con il coinvolgimento di 33 carabinieri, otto dei quali sono stati sottoposti a misure cautelari e uno, il brigadiere Alessandxro Fiorentino in carcere.
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