Il Tirreno

Ha undici case, ma l’Imu non la paga

Foto d'archivio
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Massa: scovato da Master, ora deve versare 19.000 euro. E, dopo il caos per gli avvisi di accertamento, Rutili risponde ai cittadini

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MASSA. C’è chi ha pagato e non intende rimettersi le mani in tasca, chi ha pagato meno del dovuto, ma soltanto perché la corretta rendita catastale dell’immobile non gli era stata notificata. C’è chi ha pagato a suo nome anche la quota del coniuge. E c’è chi - perché il furbetto non manca mai - nel 2012 ha tentato il “colpaccio” e l’Imu (l’imposta municipale sugli immobili) proprio non l’ha versata sperando di farla franca.

Certo non ha versato un centesimo il proprietario, residente in provincia di La Spezia, di 11 appartamenti in quel di Marina di Massa. Li ha tutti ereditati, ma, forse poco avvezzo agli obblighi fiscali di chi ha un bel portfolio immobiliare, il multiproprietario non si è sfilato dalle tasche neppure un euro. Al Comune, nel 2012, avrebbe dovuto 14.000 euro di imposta sugli immobili. Il condizionale è d’obbligo perché di soldi non ne ha sborsati, né è corso ai ripari nei 5 anni successivi. Il cervellone, il nuovo software in dotazione a Master, però l’ha scovato e ora al contribuente tocca pagare, tra more e sanzioni, altri 5.000 euro per un totale di 19.000. Dei 10.000 avvisi di accertamento partiti da Master e diretti ai contribuenti massesi, qualcuno davvero è andato a segno costringendo gli evasori totali a mettersi in regola.

Poi ci sono le ingenuità e gli errori inconsapevoli del cittadino ed è su quelli che vuol fare chiarezza Giovanni Rutili, assessore comunale alle Finanze.

Assessore, perché questi accertamenti relativi al 2012?

«L’operazione punta ad effettuare una ricognizione straordinaria degli archivi e recuperare risorse per alcuni milioni di euro. Si tratta di un passo necessario per aggiornare il database del Comune e contestualmente garantire la necessaria equità fiscale. Ringraziamo cittadini e contribuenti per la collaborazione che vorranno dare».

Una domanda tecnica: dal momento in cui il contribuente riceve l’avviso, quanto tempo ha per pagare o impugnare l’avviso?

«Il contribuente ha 60 giorni dalla ricezione della raccomandata per verificare con gli uffici di Master il contenuto dell’avviso di accertamento».

Come può essere accaduto che il Comune chieda soldi anche ai contribuenti che hanno pagato regolarmente nel 2012?

«Ci sono diverse casistiche, talvolta il pagamento è stato fatto in modo incompleto o errato. In alcuni casi è possibile che il nuovo software, incrociando i dati, sia incorso in qualche bug. Alcuni avvisi sono scattati per un errore compiuto al momento del pagamento con l’inserimento, nel modello F24, del codice sbagliato del comune competente (il cosiddetto codice belfiore). In sostanza i soldi sono stati versati, ma ad altro Comune. In questo caso, è sufficiente chiedere la correzione all’ente presso cui è stato effettuato il pagamento».

Nel caso di importi elevati il cittadino può chiedere rateizzazione?

«Sì, certamente. È consentito il pagamento rateizzato, fino ad un massimo di 24 rate bimestrali».

In alcuni casi l’avviso di accertamento riguarda immobili per cui l’ Imu è stata interamente versata, pagata ma non dal proprietario...

«Ovviamente dipende dalla situazione, tuttavia se si tratta di un versamento effettuato da un soggetto contitolare (esempio il coniuge) si considera liberatorio».

Se a fare il calcolo Imu è stato un commercialista, cosa deve fare il contribuente?

«In quel caso il cittadino deve confrontarsi con il professionista che ha curato la dichiarazione a suo tempo. Master ha messo a disposizione degli iscritti all’ordine dei commercialisti un indirizzo di posta elettronica riservato per evitare le code».

I tempi di attesa agli uffici Master in questi giorni, visto il numero di utenti, è elevato. È possibile velocizzare i tempi di risposta?

«Master ha messo a disposizione un indirizzo di posta elettronica dedicato alle richieste sull’Imu (imu@mastermassa.it).

Inoltre è possibile portare la documentazione al personale di Master e lasciarla in visione per essere successivamente contattati nei 60 giorni disponibili».(c.s.)

 

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