La manifestazione
Inquina e a bordo non c'è sicurezza, la Capitaneria blocca la “carretta del mare”
Sottoposta a fermo nel porto di Carrara e bandita per tre mesi da tutti i porti dell’Unione Europea. Arrivava dalla Sierra Leone. Contestate 17 irregolarità, dalle condizioni di vita dei lavoratori a quelle strutturali del mercantile
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CARRARA. Una cosiddetta “carretta del mare” è stata sottoposta a fermo nel porto di Marina di Carrara. Ben 17 irregolarità sono state riscontrate dalla Capitaneria su un mercantile battente bandiera Sierra Leone. La nave “general cargo” Jaohar Livia è stata bandita dalla Capitaneria di Porto di Marina di Carrara da tutti i paesi aderenti al Memorandum di Parigi (Ue più Russia e Canada). La nave è stata sottoposta a fermo perché, come si spiega in una nota, non rispondeva ai requisiti minimi imposti dalle convenzioni internazionali sulla sicurezza della navigazione, di condizioni di vita e di lavoro degli equipaggi imbarcati e di protezione dell'ambiente marino dagli inquinamenti. La visita a bordo, basata su controlli tecnici, operativi e documentali, si è svolta a seguito dell'attività investigativa, svolta dal personale della Capitaneria, a seguito dell'inquinamento delle acque portuali del 9 gennaio. Al termine dell'approfondita ispezione, la nave è stata fermata a causa di 17 irregolarità riscontrate, relativi a integrità strutturale antincendio dei sistemi attivi e passivi di prevenzione degli incendi a bordo, gestione della security, il sistema di gestione di sicurezza di bordo (safety management system), il livello di addestramento dell'equipaggio definito assolutamente insufficiente, nonché in materia di tutela ambientale. L'unità era giunta a Marina di Carrara per imbarcare del marmo.
Al fermo della nave si è unito il provvedimento di bando, che interviene alla fine del fermo nave, dopo, cioè, che l’equipaggio della nave ha ripristinato tutte le carenze riscontrate e dopo che la nave è stata sottoposta ad approfondita verifica da parte dell’Amministrazione di bandiera (in questo caso tramite l’Organizzazione riconosciuta dalla Sierra Leone: D.b.s. Dromon Bureau Shipping) e solo in quel momento re-ispezionata dai militari della Guardia Costiera apuana. Questo tipo di provvedimento di bando è obbligatorio - si spiega nella nota della Capitaneria - per le navi come la “Jaohar Livia” che battono una bandiera inserita nella cosiddetta “black list”, qualora, in precedenza, già detenute per due volte nei precedenti 36 mesi (totale tre fermi in tre anni). Al mercantile, con tale atto, è stato precluso qualsiasi possibilità di accosto nei porti dei Paesi dell’Unione Europea per un periodo di tre mesi. Le attività di controllo sul naviglio battente bandiera estera, si inquadrano nelle ispezioni previste dal Memorandum di Parigi del 1982 per una certa percentuale di navi che giungono nei porti nazionali dei Governi contraenti, da cui l’acronimo Psc, Port State Control, “controllo dello Stato del porto di approdo”. Le ispezioni - assicura la Capitaneria di Porto - Guardia Costiera - continueranno anche nell’anno appena cominciato «e non ci sarà nessuna esitazione, nel fermare tutte quelle navi insicure e non aderenti alle normative internazionali rappresentando, quindi, una reale minaccia per la sicurezza del proprio equipaggio, per la sicurezza della navigazione e per la protezione e la salvaguardia dell'ambiente marino».
Al fermo della nave si è unito il provvedimento di bando, che interviene alla fine del fermo nave, dopo, cioè, che l’equipaggio della nave ha ripristinato tutte le carenze riscontrate e dopo che la nave è stata sottoposta ad approfondita verifica da parte dell’Amministrazione di bandiera (in questo caso tramite l’Organizzazione riconosciuta dalla Sierra Leone: D.b.s. Dromon Bureau Shipping) e solo in quel momento re-ispezionata dai militari della Guardia Costiera apuana. Questo tipo di provvedimento di bando è obbligatorio - si spiega nella nota della Capitaneria - per le navi come la “Jaohar Livia” che battono una bandiera inserita nella cosiddetta “black list”, qualora, in precedenza, già detenute per due volte nei precedenti 36 mesi (totale tre fermi in tre anni). Al mercantile, con tale atto, è stato precluso qualsiasi possibilità di accosto nei porti dei Paesi dell’Unione Europea per un periodo di tre mesi. Le attività di controllo sul naviglio battente bandiera estera, si inquadrano nelle ispezioni previste dal Memorandum di Parigi del 1982 per una certa percentuale di navi che giungono nei porti nazionali dei Governi contraenti, da cui l’acronimo Psc, Port State Control, “controllo dello Stato del porto di approdo”. Le ispezioni - assicura la Capitaneria di Porto - Guardia Costiera - continueranno anche nell’anno appena cominciato «e non ci sarà nessuna esitazione, nel fermare tutte quelle navi insicure e non aderenti alle normative internazionali rappresentando, quindi, una reale minaccia per la sicurezza del proprio equipaggio, per la sicurezza della navigazione e per la protezione e la salvaguardia dell'ambiente marino».
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