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Fanghi, diffida alla Cooperativa Gioia

Fanghi, diffida alla Cooperativa Gioia

La Regione sollecita l’azienda di escavazione a rispettare le prescrizioni Arpat anche sulle acque

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CARRARA. La Regione Toscana, direzione ambiente ed energia settore autorizzazioni ambientali, con un proprio decreto ha inviato una diffida alla Cooperativa di Cavatori Gioia relativa alla Cava Gioia Piastrone n. 173.

Nel decreto, si ricorda che nel 2015 la Provincia ha autorizzato con prescrizioni la Cooperativa Cavatori di Gioia Scrl alle emissioni in atmosfera; si spiegava tra l’altro: “l'organizzazione del cantiere dovrà prevedere accurata gestione e pulizia degli spazi, compreso il mantenimento delle naturali linee di deflusso delle acque con particolare riferimento all’eliminazione dei fanghi che possono accumularvisi a seguito di eventi meteorici”.

Si fa riferimento inoltre alla sintesi del Dipartimento Arpat di Massa-Carrara del 30 novembre scorso, con la quale è stata comunicata alla Regione l'esito della visita ispettiva per verificare la gestione della cava, effettuata il 18 luglio scorso. Scrive l’Arpat, tra l’altro: «Nel corso del sopralluogo è stato osservato che sui piani di lavoro era depositato un consistente strato di fanghi provenienti dalle operazioni di taglio e riquadratura». E ancora: «Le acque provenienti dalle lavorazioni sono in minima parte raccolte alla base del taglio ed inviate al trattamento; nella gran parte dei casi sono raccolte per caduta e percolamento nei piazzali fino a giungere, per le lavorazioni nella parte bassa, in una vasca di raccolta che è situata nella zona di confine con la cava Piastrone 1 e Piastrone 3, situate nel comune di Massa».

Sulla base delle prescrizioni Arpat, la Regione «diffida la Cooperativa Cavatori di Gioia con sede legale in Via San Martino, 1 Carrara, al rispetto puntuale e regolare di quanto prescritto con l’Atto Dirigenziale n. 1170 del 7 aprile del 2015 della Provincia di Massa - Carrara, di autorizzazione alle emissioni in atmosfera derivanti dall’attività estrattiva della Cava Gioia Piastrone n. 173 nel Comune di Carrara; di provvedere alla accurata gestione e pulizia degli spazi, ad attuare quanto specificato in rapporto alle criticità gestionali evidenziate, nel rapporto del Dipartimento Arpat di Massa-Carrara».

E in dettaglio, si spiegano le operazioni che dovranno essere fatte. Contro la diffida è possibile presentare ricorso al Tar.



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