Il Tirreno

«Votate il Regolamento. E fate presto»

di Manuela D’Angelo
«Votate il Regolamento. E fate presto»

La Consulta delle associazioni scrive a tutti i consiglieri comunali, ma intanto i lavori in aula proseguono a rilento  

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MASSA. “Fate presto”: così titolava il Sole 24 Ore, il 10 novembre del 2011, quando l’Italia rischiava di crollare sotto il peso della speculazione finanziaria e lo spread tra i nostri Btp e i Bund tedeschi arrivò in quei giorni a superare i 570 punti. Un appello ai governanti, alla politica e alle responsabilità di chi stava amministrando il paese. “Fate presto” è anche quanto chiede la Consulta delle associazioni di categoria parlando al sindaco, alla giunta e ai consiglieri comunali, per accelerare l’iter dell’approvazione del Regolamento Urbanistico.

Si torna in aula per discutere e votare le controdeduzioni al Regolamento Urbanistico ( un tour de force che impegnerà sedute fino ai prossimi due mesi) e i consiglieri comunali hanno trovato sui loro banchi, all’apertura, una lettera scritta dai rappresentanti della Consulta, molti dei quali erano anche presenti in aula, pronti ad osservare, vigili, quasi a voler dire “vi stiamo guardando”. I consiglieri si passano tra le mani la lettera e ognuno ne fa l’uso che preferisce. Dentro ci sono alcuni passaggi significativi: “Comprendiamo il legittimo dibattito politico; comprendiamo ruoli, situazioni, interessi e necessità, ma resta il fatto che, dopo 37 anni di colpevole assenza, il consiglio comunale avrebbe finalmente la possibilità di approvare questo strumento fondamentale, per la crescita economica del territorio”.

Invece “le lotte intestine partitiche danno la netta impressione che l’approvazione del Ru sia soltanto un miraggio”. A firmare la lettera ci sono nomi di categorie che pesano: il presidente della Camera di Commercio, di Agci, Assindustria, Assomarittima, Assonautica, Cia, Cna, Coldiretti, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confimprese, Legacoop e Upa. Tutti concordi che la politica stia perdendo tempo. Sullo sfondo ci sono anche le elezioni amministrative della prossima primavera: “Se non lo voterà questa amministrazione- suppongono le categorie- dovremo aspettare altri 10, 15 anni”. Poi il richiamo ai consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione: “Chiediamo un suo risoluto intervento- scrivono riferendosi al presidente del Consiglio- affinché venga fatto un richiamo ai consiglieri, al mandato che hanno ricevuto e al loro senso di responsabilità”. Tutti contro i consiglieri comunali, sempre più divisi davanti all’opinione pubblica tra i buoni e i cattivi e che adesso devono fare presto, devono votare e portare a casa il risultato.

“Si criticano i troppi anni di assenza dello strumento urbanistico- commenta il consigliere Stefano Caruso di Toscana Attiva- ; si invita a fare un richiamo ai consiglieri, anche di minoranza. Poi si leggono le sigle che accompagnano il documento. Tutti grandi supporters degli ultimi mandati amministrativi. Provare a cambiare è troppo difficile? Ora si chiede responsabilità? Forse ci si dimentica che chi governa è eletto dal popolo. Quel popolo che adesso grida di fare presto”. Intanto, però, il consiglio va a rilento: le controdeduzioni da votare sono 1620 e l’organizzazione dei lavori subisce in continuazione stravolgimenti.

«Quello sulle controdeduzioni al Ru doveva essere il Consiglio comunale più importante non solo di questi 5 anni ma probabilmente degli ultimi 20- dice Riccardo Ricciardi dei 5 Stelle – l’ultima pianificazione fatta a Massa è del 1980; Volpi ha dichiarato più volte come questo provvedimento sia decisivo per dare un giudizio sull’intero operato della sua giunta nella quale ha tenuto per sé la delega all’urbanistica. Chiunque avrebbe meticolosamente preparato ogni dettaglio delle sedute, lavorato per settimane per mettere i consiglieri in grado di poter migliorare questo atto, predisposto con precisione tempi e modi di discussione. Nulla di tutto questo, invece. È stata fatta una semplice Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari dove si è stabilito un metodo disatteso alla prima giornata. Il Movimento 5 Stelle vorrebbe solamente discutere, nelle condizioni migliori, questo atto così importante ma purtroppo non siamo messi in grado di farlo».

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