Sicurezza
Una selva di date Rebus prescrizione per molti avvisi
I contribuenti: la spedizione è avvenuta solo a gennaio Il Comune: in regola, fa fede la data di consegna alle poste
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MASSA. Orientarsi tra imposte, tasse, tariffe, acronimi che cambiano ogni anno è davvero impresa ardua. Il resto lo fa la burocrazia. Essere onesti, pagare e pagare tutto, diventa un lavoro.
Da via Simon Musico sono partiti 10.000 avvisi relativi all’Imu del 2012, un numero altissimo, oltre il doppio rispetto a quelli notificati negli scorsi anni quando, dal recupero dell’evasione imposte sugli immobili, è entrato nelle casse comunali circa 1,5 milioni. Stavolta, invece, il Comune conta di incassare una cifra compresa tra 3,5 e 4 milioni. Recupero importante che giustificherebbe anche i 50.000 euro (5 a raccomandata) spesi per notificare gli avvisi.
La possibilità di errori. L’amministrazione non nega che qualche errore possa esserci in una percentuale - spiega - non superiore al 10%. Non poco, considerato il numero elevato di accertamenti. E gli errori - chiarisce Palazzo civico, che di Master è l’unico socio - sono imputabili al passaggio al nuovo software di incrocio dati: informazioni catastali, anagrafiche, versamenti registrati. Controlli incrociati, appunto, e rilevazione dell’evasione totale e parziale. Con un margine di errore.
Date su date e rischio prescrizione. Ma se c’è chi contesta proprio l’errore, non manca chi, invece, contesta la legittimità dell’avviso spiegando che è stato notificato a gennaio quando era già intervenuta la prescrizione. E qui le cose si complicano. La lettera che invia il Comune, a firma del dirigente competente, per spiegare come e perché il cittadino deve pagare, riporta, in diversi casi, una data diversa da quella indicata ad inizio lettera, accanto al numero di protocollo. C’è poi la data della notifica, avvenuta nei giorni scorsi e ancora la data in cui la raccomandata è stata presa in carico dalle poste. Molti cittadini, infatti, fidandosi del principio, vale “la data di spedizione”, hanno controllato il codice della raccomandata riportato sugli avvisi e utilizzato quel codice per verificare sul sito delle poste quando risultasse essere spedita la lettera. Bene - noi stessi lo abbiamo verificato-in molti casi emerge che la raccomandata è stata presa in carico - per citare le esatte parole - in data 4 o 5 gennaio. Facile per molti tirare le somme: ad inizio 2018 la prescrizione era in corso perché, per chiedere i soldi relativi all’anno 2012, il Comune aveva tempo fino al 31 dicembre del 2017. In materia fiscale, infatti, dopo 5 anni scatta la prescrizione o decadenza. Sulla questione, però, palazzo civico ci tiene a fare chiarezza e puntualizza che la data di riferimento non è quella di spedizione o presa in carico della raccomandata, ma quella in cui il plico con i 10.000 avvisi è stato consegnato alle poste. E la consegna - spiega la dirigente del settore- è avvenuta il 28 e il 29 dicembre quando la prescrizione ancora non era scattata. Così è - si aggiunge - in - in base alle norme.
Come impugnare. Tutto in regola, quindi. Salvo il diritto del cittadino ad impugnare il pagamento. Può farlo - altra data da ricordare - entro 60 giorni da quando gli è stato notificato l’avviso di pagamento. Stessa data per il termine di pagamento. L’amministrazione, infatti, ci tiene a ricordare ai contribuenti che ci sono due mesi di tempo, non serve quindi la corsa a Master nei giorni immediatamente successivi il recapito della cartella.
La lotta all’evasore. Insomma, la prescrizione non c’è - spiega Master - qualche errore è possibile, ma lo scopo è scovare chi non ha pagato o ha pagato solo in parte. Perché accanto a chi ha commesso ingenuamente un errore, magari versando solo una parte del dovuto, ci sono i furbetti con la effe maiuscola. E qualcuno il Comune l’ha beccato.
Dunque - per parafrasare l’amministrazione - se a qualcuno è stato chiesto erroneamente di ripagare, Master è pronto a correggersi, ma non rinuncia alla lotta all’evasione che questa volta dovrebbe riportare nelle casse di palazzo civico 3,5-4 milioni di euro.
Chiara Sillicani
Da via Simon Musico sono partiti 10.000 avvisi relativi all’Imu del 2012, un numero altissimo, oltre il doppio rispetto a quelli notificati negli scorsi anni quando, dal recupero dell’evasione imposte sugli immobili, è entrato nelle casse comunali circa 1,5 milioni. Stavolta, invece, il Comune conta di incassare una cifra compresa tra 3,5 e 4 milioni. Recupero importante che giustificherebbe anche i 50.000 euro (5 a raccomandata) spesi per notificare gli avvisi.
La possibilità di errori. L’amministrazione non nega che qualche errore possa esserci in una percentuale - spiega - non superiore al 10%. Non poco, considerato il numero elevato di accertamenti. E gli errori - chiarisce Palazzo civico, che di Master è l’unico socio - sono imputabili al passaggio al nuovo software di incrocio dati: informazioni catastali, anagrafiche, versamenti registrati. Controlli incrociati, appunto, e rilevazione dell’evasione totale e parziale. Con un margine di errore.
Date su date e rischio prescrizione. Ma se c’è chi contesta proprio l’errore, non manca chi, invece, contesta la legittimità dell’avviso spiegando che è stato notificato a gennaio quando era già intervenuta la prescrizione. E qui le cose si complicano. La lettera che invia il Comune, a firma del dirigente competente, per spiegare come e perché il cittadino deve pagare, riporta, in diversi casi, una data diversa da quella indicata ad inizio lettera, accanto al numero di protocollo. C’è poi la data della notifica, avvenuta nei giorni scorsi e ancora la data in cui la raccomandata è stata presa in carico dalle poste. Molti cittadini, infatti, fidandosi del principio, vale “la data di spedizione”, hanno controllato il codice della raccomandata riportato sugli avvisi e utilizzato quel codice per verificare sul sito delle poste quando risultasse essere spedita la lettera. Bene - noi stessi lo abbiamo verificato-in molti casi emerge che la raccomandata è stata presa in carico - per citare le esatte parole - in data 4 o 5 gennaio. Facile per molti tirare le somme: ad inizio 2018 la prescrizione era in corso perché, per chiedere i soldi relativi all’anno 2012, il Comune aveva tempo fino al 31 dicembre del 2017. In materia fiscale, infatti, dopo 5 anni scatta la prescrizione o decadenza. Sulla questione, però, palazzo civico ci tiene a fare chiarezza e puntualizza che la data di riferimento non è quella di spedizione o presa in carico della raccomandata, ma quella in cui il plico con i 10.000 avvisi è stato consegnato alle poste. E la consegna - spiega la dirigente del settore- è avvenuta il 28 e il 29 dicembre quando la prescrizione ancora non era scattata. Così è - si aggiunge - in - in base alle norme.
Come impugnare. Tutto in regola, quindi. Salvo il diritto del cittadino ad impugnare il pagamento. Può farlo - altra data da ricordare - entro 60 giorni da quando gli è stato notificato l’avviso di pagamento. Stessa data per il termine di pagamento. L’amministrazione, infatti, ci tiene a ricordare ai contribuenti che ci sono due mesi di tempo, non serve quindi la corsa a Master nei giorni immediatamente successivi il recapito della cartella.
La lotta all’evasore. Insomma, la prescrizione non c’è - spiega Master - qualche errore è possibile, ma lo scopo è scovare chi non ha pagato o ha pagato solo in parte. Perché accanto a chi ha commesso ingenuamente un errore, magari versando solo una parte del dovuto, ci sono i furbetti con la effe maiuscola. E qualcuno il Comune l’ha beccato.
Dunque - per parafrasare l’amministrazione - se a qualcuno è stato chiesto erroneamente di ripagare, Master è pronto a correggersi, ma non rinuncia alla lotta all’evasione che questa volta dovrebbe riportare nelle casse di palazzo civico 3,5-4 milioni di euro.
Chiara Sillicani
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