Il Tirreno

Cittadini infuriati Assalto a Master

di Chiara Sillicani
Cittadini infuriati Assalto a Master

In coda dalle 8 del mattino: noi abbiamo già pagato tutto

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MASSA. Manca Dante con il capricapo rosso, per il resto l’atmosfera da girone c’è tutta: un caldo - è davvero il caso di dirlo - da infermo, decine di persone nere di rabbia, il vai e vieni, la confusione. Ma una bella differenza con l’inferno dantesco c’è: ieri mattina, a Master, non campeggia - per rimanere alla metafora dantesca - il cartello “Perdete ogni speranza voi ch’entrate” perché chi valica la soglia di via Simon Musico, la speranza ce l’ha eccome. Spera che la società di riscossione tributi si sia sbagliata e che l’avviso di accertamento Ici notificato sia figlio di un errore, colpa del nuovo software in dotazione a Master. Qualcuno che l’errore ci sia lo sa per certo e sventola la ricevuta del pagamento fatto nel 2012. È quello, infatti, l’anno passato al setaccio da Master. E non a caso. Le norme parlano chiaro: in materia fiscale la prescrizione scatta dopo 5 anni. Evidente, quindi, che per beccare gli evasori del 2012 toccasse bussare alla loro porta e chiedere che si mettessero in regola entro il 2017 (vedi articolo accanto). Molti, però, assicurano che il dovere di buon contribuente l’hanno fatto e bene: hanno pagato tutto e nei termini di legge e a mettersi le mani in tasca due volte proprio non ci stanno. Chiedono a Master di rimettere a posto le cose.

Sono in decine in coda ieri mattina, così tanti che i dipendenti spostano l’assemblea sindacale in programma per le 11. Gli uffici aprono alle 8 e 45, ma alle 8 e 34 sono già stati staccati 34 biglietti. Alle 10 e 15 sono così tante le persone in coda che gli addetti temono di non farcela e sospendono l’emissione dei ticket. La sala d’attesa non contiene tutti i contribuenti in coda e qualcuno si sistema fuori, all’aria aperta, qualcuno si prende il tempo per la spesa, qualcuno non lascia, invece, il “baluardo”. Ciascuno con la propria storia
L’Imu e le rendite catastali. In fila c’è anche Adriano Paffici: ha ricevuto l’avviso giovedì 11 gennaio. Master lamenta un pagamento incompleto dell’ Imu 2012, incompleto perché calcolato su una rendita catastale più bassa di quella reale. Ma il contribuente è certo di non avere responsabilità: la nuova rendita della sua abitazione - spiega - gli è stata notificata solo nel 2013 e «in materia, il Ministero delle finanze è stato chiaro spiegando che la nuova rendita può essere utilizzata per la definizione delle imposte solo dal momento della notifica». Questioni molto tecniche queste; di più immediata comprensione, invece, il tema prescrizione (articolo accanto): Bruno Barani ha ricevuto l’avviso il 12 gennaio. «Ho controllato sul sito delle poste: la mia raccomandata risulta presa in carico il 5 gennaio. Se così è, il Comune non può chiedermi soldi perché al 31 dicembre è scattata la prescrizione».
Lui paga il doppio, ma niente rimborso. Il fatidico avviso è arrivato anche a Rosalia Salvetti. Lei, con il marito, è usufruttuaria della casa della loro figlia. Rosalia la sua quota Imu 2012 non l’ha pagata perché l’intero importo l’ha versato il marito. Per tutti e due. Adesso Master a lei chiede i soldi, ma al marito che ha versato quota doppia non li restituisce: «Io ho pagato anche per la mai consorte - chiarisce Paolo Capotosto - il Comune ha tutta la cifra che gli spettava anche se a versarla sono stato solo io. Se contestano il mancato pagamento di mia moglie è perchè io ho pagato il doppio, ma non sono disposti a ridarmi la metà della cifra versata. Perché? Beh, perché ora, a gennaio inoltrato, tutto è prescritto. Non lo sarebbe se mi avessero inviato prima l’avviso. Prescrizione quando Master deve ridare, non quando deve incassare».
Inghippi burocratici. E quello dei signori Capotosto non è l’unico inghippo burocratico. Astrit Nanaj è comproprietario di casa con la moglie, hanno pagato uguale, ma ora Master pretende 198 euro dalla consorte. E solo da lei. A Giuliana Gassani il Comune ha riconosciuto un rimborso di 335 euro perché pagava l’Imu su un terreno esente, intanto, però, le chiede di pagare 38 euro relativi al 2012 per altro immobile. E lei domanda perché non abbiano fatto un unico conteggio. Insomma, quando si tratta di pagare i salti di gioia non li fa nessuno, ma se a complicar le cose ci si mette la burocrazia, beh allora è il caos.



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