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Bernardeschi: «Bambini, credete nei vostri sogni»
In centinaia all’inaugurazione del suo Fan Club Juventus: «L’importante è divertirsi, e non dimenticate la famiglia»
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CARRARA. Ieri a Carrara è stato il giorno di Federico Bernardeschi. Il campione della Juventus e della Nazionale è tornato a casa sua, al Centro Giovanile Diocesano di via VII Luglio. Proprio dagli ex Gesuiti Bernardeschi da bambino aveva tirato i primi calci al pallone per poi spiccare il volo. Il talento bianconero e della Nazionale si è così presentato nel luogo delle sue radici per inaugurare il primo Juventus Fan Club ufficiale a lui dedicato. Un Bernardeschi visivamente emozionato e circondato da un bagno di folla straordinario, con oltre 200 persone giunte al centro Diocesano per salutarlo, soprattutto tanti bambini. «Sono un po' emozionato», ha dichiarato Bernardeschi ai microfoni: «Entrare in campo è una cosa, ma tornare a casa è un'altra. Vorrei ringraziare tutti per essere qui, oggi, in questo posto meraviglioso, con tanta gioia e tanto affetto. La propria patria non si scorda mai ed è sempre così. Quando torno a casa è sempre un'emozione particolare. Tornare proprio qui, dove sono cresciuto, dove ho giocato come tanti bambini, è un'emozione indescrivibile. Devo dire grazie a tutti quanti, perché sono veramente orgoglioso della mia città e soprattutto di farne parte». Bernardeschi ha quindi dedicato un messaggio ai tanti bambini presenti: «Non è importante se un giorno diventerete calciatori professionisti. L'importante è il divertimento, quella gioia che avete dentro, quell'emozione che vi fa battere il cuore, a prescindere se poi diventerete o meno dei giocatori. Tutti i giorni dovete credere nei vostri sogni con tanta umiltà e fare sempre la cosa giusta e non dimenticare mai la vostra famiglia».
L'evento è poi proseguito all'interno dell'edificio dove Bernardeschi ha mostrato la nuova targa all'ingresso del Fan Club Juventus, assieme al padrone di casa Don Luigi Sparapani e Roberto Menicocci, uno degli organizzatori. Il calciatore si è concesso anche alla stampa. La prima domanda è andata subito sul rapporto fra lui e il concittadino, nonché compagno di squadra nella Juve e in azzurro, Gianluigi Buffon: «Gigi è un grandissimo campione, una leggenda. Solamente col suo esempio, il suo carattere e la sua personalità fa da guida a tutti quanti. Non posso che essere orgoglioso di questo per lui. Noi due siamo entrambi “carrarini”, abbiamo un rapporto un po' speciale e questa è una cosa ancora più bella. Mi fa piacere che un campione e una leggenda come lui abbia questo rapporto con me». Il doppio obiettivo Scudetto-Champions non sarà facile per la Juve. «Tutto è difficile, però con l'impegno, il sacrificio e la mentalità della Juventus, tutto è possibile». Riguardo la Nazionale il sogno dei Mondiali si è infranto contro la Svezia. «Purtroppo si». Come si riparte? «Si deve ripartire dai giovani, da una forza di volontà e uno spirito ineguagliabile. Dobbiamo riportare la Nazionale ai livelli che merita, come lo meritano tutti gli italiani». Il tuo obbiettivo stagionale? «Quello di fare sempre meglio ogni giorno ed impegnarmi sempre di più». Come mai – chiede una collega- hai perso l'accento carrarino? «Perché purtroppo sono via da casa da tanti anni. Ora parlo un mezzo “toscanaccio” (ride ndc). Il piemontese? Quello ancora no».
Durante l'evento Federico Bernardeschi è stato salutato dagli interventi di Don Luigi Sparapani, padrone di casa del Centro Giovanile Diocesano, del Vescovo di Massa Carrara-Pontremoli Giovanni Santucci, del sindaco Francesco De Pasquale, dell'assessore allo sport Alessandro Trivelli, di Cosimo Maria Ferri, Sottosegretario del Ministero della Giustizia e di Piero Benedetti dell'Enis (Ente Nazionale Iniziative Sociali). Tra gli organizzatori presente Marco Martini, presidente ProLoco Carrara. Inoltre il Cesvot (Centro Servizi per il Volontariato della Toscana) ha consegnato a Bernardeschi la targa “La Voce nel Sociale” «Per la solidarietà dimostrata alla Città di Carrara in seguito all'alluvione del 5 novembre 2014, nonché per l'impegno nel sostegno a campagne nazionali in difesa dei diritti dei minori e per la prevenzione dei tumori».
Luca Santoni
ALTRO SERVIZIO A PAG. 11.
L'evento è poi proseguito all'interno dell'edificio dove Bernardeschi ha mostrato la nuova targa all'ingresso del Fan Club Juventus, assieme al padrone di casa Don Luigi Sparapani e Roberto Menicocci, uno degli organizzatori. Il calciatore si è concesso anche alla stampa. La prima domanda è andata subito sul rapporto fra lui e il concittadino, nonché compagno di squadra nella Juve e in azzurro, Gianluigi Buffon: «Gigi è un grandissimo campione, una leggenda. Solamente col suo esempio, il suo carattere e la sua personalità fa da guida a tutti quanti. Non posso che essere orgoglioso di questo per lui. Noi due siamo entrambi “carrarini”, abbiamo un rapporto un po' speciale e questa è una cosa ancora più bella. Mi fa piacere che un campione e una leggenda come lui abbia questo rapporto con me». Il doppio obiettivo Scudetto-Champions non sarà facile per la Juve. «Tutto è difficile, però con l'impegno, il sacrificio e la mentalità della Juventus, tutto è possibile». Riguardo la Nazionale il sogno dei Mondiali si è infranto contro la Svezia. «Purtroppo si». Come si riparte? «Si deve ripartire dai giovani, da una forza di volontà e uno spirito ineguagliabile. Dobbiamo riportare la Nazionale ai livelli che merita, come lo meritano tutti gli italiani». Il tuo obbiettivo stagionale? «Quello di fare sempre meglio ogni giorno ed impegnarmi sempre di più». Come mai – chiede una collega- hai perso l'accento carrarino? «Perché purtroppo sono via da casa da tanti anni. Ora parlo un mezzo “toscanaccio” (ride ndc). Il piemontese? Quello ancora no».
Durante l'evento Federico Bernardeschi è stato salutato dagli interventi di Don Luigi Sparapani, padrone di casa del Centro Giovanile Diocesano, del Vescovo di Massa Carrara-Pontremoli Giovanni Santucci, del sindaco Francesco De Pasquale, dell'assessore allo sport Alessandro Trivelli, di Cosimo Maria Ferri, Sottosegretario del Ministero della Giustizia e di Piero Benedetti dell'Enis (Ente Nazionale Iniziative Sociali). Tra gli organizzatori presente Marco Martini, presidente ProLoco Carrara. Inoltre il Cesvot (Centro Servizi per il Volontariato della Toscana) ha consegnato a Bernardeschi la targa “La Voce nel Sociale” «Per la solidarietà dimostrata alla Città di Carrara in seguito all'alluvione del 5 novembre 2014, nonché per l'impegno nel sostegno a campagne nazionali in difesa dei diritti dei minori e per la prevenzione dei tumori».
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