Sicurezza
Maxiderivato, disinnescata la bomba finanziaria
Accordo del Comune con la società che aveva curato lo “swap” multimilionario In arrivo un assegno da un milione e 600mila euro, interrotta la causa in corso
CARRARA. Il Comune di Carrara - e quindi noi cittadini - aveva la prospettiva di dover pagare dieci milioni tutti in un colpo a scadenza, fra otto anni nel 2026, e, nell’immediato, un altro milione e 88mila euro per il 2018, e per il 2019, un milione e 41mila euro; il tutto, per colpa del maxiderivato finito anche al centro di un’inchiesta della procura, che fu fatto nel 2006 dalla giunta Conti per mettersi al riparo dalla fluttuazione dei tassi di interesse al momento di ristrutturare il debito ed emettere un “Boc”, Buono ordinario del Comune. E invece, è stato siglato un accordo di transazione da un milione e seicentomila euro in favore del Comune. In questi 12 anni, euro più euro meno, il fatto che i tassi si siano sempre mantenuti molto bassi aveva costretto il Comune a sborsare circa sei milioni di euro di penale a Natixis, società francese che aveva curato insieme a Carige e Cassa di Carrara la ristrutturazione finanziaria di dodici anni fa.
A gennaio 2016 il Comune di Carrara aveva deciso di fare causa a Natixis e Carige, ma a sua volta il colosso francese aveva fatto una controcausa, e così Banca Carige. Un intreccio di carte bollate e cause civili, che rischiava di trascinarsi per anni. Il Comune di Carrara si era affidato a uno studio legale particolarmente specializzato nel complesso mondo dei derivati, lo studio Cedrini & Zamagni, rappresentato dagli avvocati Luca Zamagni, Giovanni Cedrini e Matteo Acciari. In sostanza, dopo aver acquisito i pareri legali, e anche alla luce di alcuni precedenti, la giunta a 5 Stelle ha puntato ad arrivare a un accordo di transazione, con l’obiettivo di “disinnescare” una volta per tutte la bomba finanziaria rappresentata dal derivato. Perché certo, da un lato c’era la possibilità di un successo in tribunale, e l’opportunità di un risarcimento magari più ricco, ma chissà, quando ci si trova in tribunale ci sono sempre incertezze e sicuramente lungaggini. E intanto, come detto, anno dopo anno il conto da pagare cresceva: perché il derivato era nato per difendere da tassi troppo elevati, che in realtà sono imprevedibili da raggiungere da qui ai prossimi otto anni. Insomma, il Comune non solo non verserà più soldi nè ora nè a scadenza, ma in più incasserà un assegno da un milione e seicentomila euro. Un’operazione che ci pare legittima e tutto sommato vantaggiosa: meglio un uovo oggi... La transazione stoppa le cause civili, ma come detto, quel maxiderivato è entrato anche nel mirino della Procura e quel procedimento prosegue: è stata già fissata per il prossimo 26 aprile l’udienza preliminare.
Negli anni, i costi di quell’operazione di swap si sono rivelati altissimi per la collettività, e proprio gli elevati costi hanno destato l’interesse della procura; nel mirino, fra l’altro, il fatto che la ristrutturazione del debito tramite l’inserimento del derivato fu decisa dall’amministrazione di allora senza gara. Dopo un’accurata indagine del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri, guidato dal tenente colonnello Tiziano Marchi, sono finiti sul registro degli indagati l’ex sindaco di Carrara Angelo Zubbani, per l’ipotesi di abuso di ufficio; Claudia Laudanna, nel 2006 titolare della delega alle Finanze per la giunta Conti, sospettata di peculato e il dirigente del settore Finanze Stefano Pennacchi. Sulla vicenda adesso dovrà esprimersi il gup, proprio nell’udienza fissata per il prossimo 26 aprile. (m.b.)
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