Sicurezza
Ricorsi al Tar, una nuova vittoria per la ditta Costa
di Gianluca Uberti
Per il Tribunale non esiste una situazione di pericolo I ricorrenti dovranno anche pagare le spese legali
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di Gianluca Uberti
ALBIANO MAGRA. Ennesima vittoria della ditta Costa di fronte al Tribunale Amministrativo Regionale di Firenze, secondo il quale “dalla documentazione in atti non risulta una situazione di pericolo imminente derivante dal sistema di smaltimento delle acque meteoriche attualmente esistente“. Di conseguenza, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (sezione seconda) respinge la domanda cautelare e condanna i ricorrenti Walter Moretti, Ugo Berti, Antonio Simonini, Andrea Massari, Giovanni Bellani, Franco Nosei, Stefano Bellani e Luigi Basile, in solido tra loro, al pagamento delle spese della presente fase cautelare a favore dell’Impresa Costa Mauro S.a.s. di Costa Mauro, che liquida in mille euro.
I No Costa chiedevano l'’annullamento, previa sospensione dell'’efficacia, dell’ordinanza dirigenziale numero 70 del 13 novembre 2017, a firma del dirigente comunale del primosettore-lavori pubblici-urbanistica-commercio, Franco Testa, avente ad oggetto “Impresa Costa Mauro S.a.s. D.D. n. 2112 dell’8 novembre 2017 della Provincia di Massa Carrara, l’ordinanza che sancì la riapertura della ditta Costa dopo venti giorni di chiusura e di proteste operaie per le strade. L’ordinanza del TAR è di venerdì 12 gennaio e sancisce un’altra affermazione legale per la ditta Costa, dopo che il Consiglio di Stato aveva fermato le attività nell’impresa guidata dall’imprenditore spezzino Mauro Costa.
A seguito del pronunciamento del Consiglio di Stato, ci fu una dura mobilitazione degli operai della ditta Costa sotto le bandiere della CISL, durata 20 giorni, che si concluse con la riapertura dell’azienda a seguito della sospensione temporanea dell’efficacia e dell’esecutività delle ordinanze che avevano sancito la chiusura dell’impresa che opera ad Albiano Magra.
Da ricordare che fu lo stesso Testa a sospendere le due ordinanze, con un’altra ordinanza, la numero 70, contro cui hanno agito i No Costa presso il TAR di Firenze, venendo, però, sconfitti anche stavolta.
Come si vede, giova ripeterlo, ci troviamo di fronte al solito ingorgo di cause legali incrociate attorno alla ditta Costa, una storia infinita che va avanti da anni senza che si sia mai arrivati a un reale compromesso fra gli interessi in gioco, quello dell’impresa a fare profitti, quello dei cittadini a vedere tutelata la qualità della loro vita e quello degli operai a vedere garantito il diritto al lavoro.
Nel frattempo, a scandire gli ultimi anni dell’attività della ditta Costa ci hanno pensato gli incendi che si sono succeduti, ben tre in ventidue mesi, che hanno seminato il panico e il terrore fra la popolazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
ALBIANO MAGRA. Ennesima vittoria della ditta Costa di fronte al Tribunale Amministrativo Regionale di Firenze, secondo il quale “dalla documentazione in atti non risulta una situazione di pericolo imminente derivante dal sistema di smaltimento delle acque meteoriche attualmente esistente“. Di conseguenza, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (sezione seconda) respinge la domanda cautelare e condanna i ricorrenti Walter Moretti, Ugo Berti, Antonio Simonini, Andrea Massari, Giovanni Bellani, Franco Nosei, Stefano Bellani e Luigi Basile, in solido tra loro, al pagamento delle spese della presente fase cautelare a favore dell’Impresa Costa Mauro S.a.s. di Costa Mauro, che liquida in mille euro.
I No Costa chiedevano l'’annullamento, previa sospensione dell'’efficacia, dell’ordinanza dirigenziale numero 70 del 13 novembre 2017, a firma del dirigente comunale del primosettore-lavori pubblici-urbanistica-commercio, Franco Testa, avente ad oggetto “Impresa Costa Mauro S.a.s. D.D. n. 2112 dell’8 novembre 2017 della Provincia di Massa Carrara, l’ordinanza che sancì la riapertura della ditta Costa dopo venti giorni di chiusura e di proteste operaie per le strade. L’ordinanza del TAR è di venerdì 12 gennaio e sancisce un’altra affermazione legale per la ditta Costa, dopo che il Consiglio di Stato aveva fermato le attività nell’impresa guidata dall’imprenditore spezzino Mauro Costa.
A seguito del pronunciamento del Consiglio di Stato, ci fu una dura mobilitazione degli operai della ditta Costa sotto le bandiere della CISL, durata 20 giorni, che si concluse con la riapertura dell’azienda a seguito della sospensione temporanea dell’efficacia e dell’esecutività delle ordinanze che avevano sancito la chiusura dell’impresa che opera ad Albiano Magra.
Da ricordare che fu lo stesso Testa a sospendere le due ordinanze, con un’altra ordinanza, la numero 70, contro cui hanno agito i No Costa presso il TAR di Firenze, venendo, però, sconfitti anche stavolta.
Come si vede, giova ripeterlo, ci troviamo di fronte al solito ingorgo di cause legali incrociate attorno alla ditta Costa, una storia infinita che va avanti da anni senza che si sia mai arrivati a un reale compromesso fra gli interessi in gioco, quello dell’impresa a fare profitti, quello dei cittadini a vedere tutelata la qualità della loro vita e quello degli operai a vedere garantito il diritto al lavoro.
Nel frattempo, a scandire gli ultimi anni dell’attività della ditta Costa ci hanno pensato gli incendi che si sono succeduti, ben tre in ventidue mesi, che hanno seminato il panico e il terrore fra la popolazione.
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