Il Tirreno

Museo delle statue stele il 2017 è l’anno del record

di Riccardo Sordi
Museo delle statue stele il 2017 è l’anno del record

Sfiorati i 17.000 visitatori alla Fortezza del Piagnaro, il picco in agosto Il direttore: abbiamo vinto la sfida. Azzeccata la scelta del multimediale

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di Riccardo Sordi
PONTREMOLI. Sono ben 16.708 i visitatori che nel 2017 hanno affrontato la salita del Piagnaro per raggiungere il Museo delle Statue Stele. Un numero importante, simbolo del successo del progetto di rinnovamento, conclusosi nel giugno 2015, dell’allestimento museale che ha visto coinvolti il Comune di Pontremoli, la Provincia, la Regione e la Soprintendenza. Un dato che rappresenta il record assoluto della struttura che nel 2016 (anno in cui comunque si era registrato un importante incremento) si è fermato a 14.635 visitatori. Il picco più alto è stato raggiunto ad agosto con 1.757 ingressi. I numeri sono destinati a salire vista la presenza, da poco inaugurata, dell’ascensore che da Porta Parma collega al Castello. Un 2017 ricco di soddisfazioni per la Fortezza del Piagnaro che è stata anche protagonista del Premio Architettura Toscana, aggiudicandosi il primo posto per l’allestimento. Senza dimenticare che due rappresentanti del magico “Popolo di pietra” sono state esposte all’interno della mostra “Intuition”, a Palazzo Fortuny, nel cuore di Venezia. La Stele femminile di Treschietto e quella maschile di Casola hanno fatto bella mostra di sé tornando poi all’inizio di dicembre al Museo di Pontremoli. È palese la soddisfazione di Angelo Ghiretti, direttore del Museo, che evidenzia come, oltre alla positività dei numeri, ci sia da segnalare anche l’alto tasso di gradimento da parte dei visitatori: «Devo dire che in questi oltre due anni dalla riapertura non ho ricevuto lamentele. I turisti concludono la loro visita soddisfatti». Tutto merito dell’ allestimento, realizzato dall’architetto Guido Canali, che accoglie i visitatori con la “Casola”, una stele tra le più famose, per poi andare avanti nel percorso che distribuisce ben quaranta pezzi, tra cui il gruppo di Groppoli, ritrovato in successione nei primi anni del 2000 ed esposto per la prima volta in un museo. Un lungo corridoio al pian terreno, caratterizzato da un’ampia manica medievale rimasta intatta nei secoli, raccoglie la maggior parte delle stele del gruppo A e B, quelle più antiche. Al primo piano, invece, sono ospitate le stele più “recenti” (gruppo C), oltre al materiale multimediale. Una scelta, quella del multimediale che - sottolinea Ghiretti - permette al visitatore di accedere alla visita con più consapevolezza e senza corposi manuali: «Era una sfida, ma volevamo offrire un’alternativa a chi non si accontenta di una visita “mordi e fuggi”, ma ha voglia di andare oltre alla passeggiata tra le Stele. Credo si possa dire che è stata una sfida vinta”. E i numeri dei visitatori sembra proprio dargli ragione.

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