Sicurezza
Infezione al cuore, la bimba ce l’ha fatta
A soli quattro anni ha lottato 52 giorni fra la vita e la morte. Il grazie dei genitori all’Opa: quell’ospedale è pieno d’amore
MASSA. Hanno pregato in tanti. Proprio come aveva chiesto la famiglia. Tutti i giorni, per cinquantadue giorni. E sabato una comunità intera si è unita alla gioia di una mamma e di un papà che hanno potuto riabbracciare la loro bambina di quattro anni. La piccola è tornata a casa dopo quasi due mesi di lotta contro una infezione al cuore che aveva messo a rischio la sua vita.
L’annuncio lo ha fatto la mamma, sul social: «La mia bambina è stata dimessa... ci vorrà tempo ma noi crediamo che si rimetterà del tutto da questa esperienza... noi vi ringraziamo per la vicinanza e l'affetto che ci avete dimostrato».
Una comunità intera, non solo su facebook ma anche attorno alla parrocchia e alla famiglia, aveva seguito passo dopo passo i progressi della bambina che il 22 novembre scorso era finita in ospedale per quella che sembrava una influenza e che invece si era rivelata una grave infezione al cuore. La madre della piccola aveva cercato conforto sui social e aveva chiesto al popolo di facebook di pregare per la sua bambina in un momento così terribile.
La solidarietà, non solo quella della comunità virtuale, si era fatto sentire: un grande abbraccio che ha sostenuto i genitori della piccola in una prova durissima. «La nostra bambina - racconta la mamma - è stata ricoverata 52 giorni, era il 22 novembre quando si è sentita male. Ha passato 36 giorni in intensiva e i restanti in reparto all’Opa, èstata seguita anche da fisioterapisti e da uno psicologo da un neurologo. Nulla è stato lasciato al caso, i medici e gli operatori si sono presi cura di lei come se fosse stata la loro figlia questo è quello che noi abbiamo percepito».
E nel giorno della gioia, quello del ritorno a casa della loro bambina, i genitori vogliono ringraziare chi tanto si è adoperato per la piccola. E chi, anche a distanza, ha pregato per la loro figlia.
«Io e mio marito vorremmo ringraziare tutte le persone che ci sono state vicino e hanno pregato per nostra figlia pur non conoscendola e tutto il personale dell'Opa non sono per la loro bravura ma anche per l'amore che mettono nel loro lavoro».
«Ci hanno fatto sentire - concludono i genitori della piccolina - il calore e l'amore di una grande famiglia». Una storia di buona sanità, di solidarietà e di grande cuore.
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