Sicurezza
«Basta furti», il quartiere scende in piazza
di Camilla Palagi
La protesta di Villette dopo gli ultimi raid dei ladri. Le testimonianze: sono rientrato in casa, la cassaforte era sparita
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MASSA. Per contrastare i furti in abitazione i residenti del quartiere di Villette le provano tutte: c’è chi è ricorso agli animali domestici in modo da svegliarsi in caso di incursione dei ladri, c’è chi ha speso fior di quattrini per dotarsi di un sistema di allarme efficace, c’è chi ha sistemato alla finestra barattoli di vetro in bilico, pronti ad infrangersi a terra alla minima forzatura. E c’è chi è sceso in piazza per dare un segnale forte ai rapinatori seriali: «non abbiamo paura e protestiamo».
Basta furti: la protesta di Villette. “Basta furti” è l’azione di protesta messa in piedi dal comitato degli ex ragazzi e delle ex ragazze di Villette, un gruppo di persone che ieri sono scese in piazza, all’ingresso del villaggio di Largo Viale Roma, per chiedere l’intervento delle forze dell’ordine nel contrastare l’ondata di furti che recentemente ha colpito la zona.
Gli episodi, raccontano i testimoni, sono ciclici e sembrano essere ben organizzati, e nella maggior parte dei casi si sono verificati nelle ore notturne, mettendo a repentaglio la tranquillità del sonno dei residenti. Tra quei palazzi alcuni di loro vivono da decenni, e dopo aver provato sulla propria pelle cosa significa avere, senza saperlo, a pochi metri di distanza dei malviventi, per la prima volta li fa sentire veramente in pericolo. E la domanda che aleggia tra le testimonianze raccolte è sempre la stessa: «come possiamo difenderci?».
Il raid. La notte del 30 dicembre sono stati tre i furti in abitazione nella zona. Tutti e tre nello stesso palazzo, con le stesse dinamiche. E qualche sospetto sui presunti rapinatori c’è. «Sono arrivato a casa la mattina del 30 dicembre – racconta Giacomo Fruzzetti – e non riuscivo ad entrare a casa perché la porta sembrava forzata. Ho chiesto aiuto ad un vicino e con la scala sono entrato dalla finestra. Ho trovato tutto in disordine e dopo aver fatto la conta di ciò che mancava ho realizzato che la cassaforte era completamente vuota. Oro e contanti sono spariti, sono rimaste solo le perle. Parlando con i carabinieri mi hanno detto che solitamente, quando rimangono le perle, significata che i ladri sono di etnia rom, perché nella loro cultura le perle portano sfortuna e sono soliti lasciarle. La parte assurda è che nemmeno io trovavo le chiavi della cassaforte da diverso tempo – conclude amaramente il ragazzo - Loro invece le hanno trovate».
«Ho trovato il ladro alla porta». «Sono entrati intorno alle 4.20 di mattina – dice Luciana Fava – io dormivo ma il mio cane ha sentito dei rumori. Ha iniziato ad abbaiare fino a svegliarmi, c’era qualcuno che “scavava” nella serratura di casa. Ho fatto solo in tempo a scostare la tenda della finestra e a vedere un uomo che stava scavalcando il cancello. Mi è andata bene, ma ho avuto paura». A promuovere l’incontro Galeano Fruzzetti, già organizzatore de “Il buon vicinato” a San Carlo, l’iniziativa che ha portato i cittadini della frazione a farsi garanti della propria sicurezza, attraverso passeggiate notturne per presidiare il quartiere, con il consenso della Prefettura. «Se la gente sarà d’accordo ci organizzeremo – spiega Galeano Fruzzetti – siamo qua per dare un segnale ai malfattori e alle forze dell’ordine. Noi non abbiamo paura ma protestiamo, perché viviamo all’interno delle nostre case con la paura di essere derubati. Vivere con tranquillità deve essere un diritto». Il gruppo di residenti intende dar vita ad una raccolta firme da consegnare in Prefettura, probabilmente per chiedere, così come è accaduto a San Carlo e nella zona della Rocca, l’attivazione di una convenzione con l’ente: un protocollo sulla sicurezza che consenta, in caso di avvistamento di ladri o presunti tali, di mettersi in contatto prontamente con le forze dell’ordine. E soprattutto di poter contare sul loro intervento. «Queste non sono persone singole – continua Fruzzetti – c’è un’organizzazione e le istituzioni ne sono consapevoli. Serve il loro intervento per poter sgominare queste organizzazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Basta furti: la protesta di Villette. “Basta furti” è l’azione di protesta messa in piedi dal comitato degli ex ragazzi e delle ex ragazze di Villette, un gruppo di persone che ieri sono scese in piazza, all’ingresso del villaggio di Largo Viale Roma, per chiedere l’intervento delle forze dell’ordine nel contrastare l’ondata di furti che recentemente ha colpito la zona.
Gli episodi, raccontano i testimoni, sono ciclici e sembrano essere ben organizzati, e nella maggior parte dei casi si sono verificati nelle ore notturne, mettendo a repentaglio la tranquillità del sonno dei residenti. Tra quei palazzi alcuni di loro vivono da decenni, e dopo aver provato sulla propria pelle cosa significa avere, senza saperlo, a pochi metri di distanza dei malviventi, per la prima volta li fa sentire veramente in pericolo. E la domanda che aleggia tra le testimonianze raccolte è sempre la stessa: «come possiamo difenderci?».
Il raid. La notte del 30 dicembre sono stati tre i furti in abitazione nella zona. Tutti e tre nello stesso palazzo, con le stesse dinamiche. E qualche sospetto sui presunti rapinatori c’è. «Sono arrivato a casa la mattina del 30 dicembre – racconta Giacomo Fruzzetti – e non riuscivo ad entrare a casa perché la porta sembrava forzata. Ho chiesto aiuto ad un vicino e con la scala sono entrato dalla finestra. Ho trovato tutto in disordine e dopo aver fatto la conta di ciò che mancava ho realizzato che la cassaforte era completamente vuota. Oro e contanti sono spariti, sono rimaste solo le perle. Parlando con i carabinieri mi hanno detto che solitamente, quando rimangono le perle, significata che i ladri sono di etnia rom, perché nella loro cultura le perle portano sfortuna e sono soliti lasciarle. La parte assurda è che nemmeno io trovavo le chiavi della cassaforte da diverso tempo – conclude amaramente il ragazzo - Loro invece le hanno trovate».
«Ho trovato il ladro alla porta». «Sono entrati intorno alle 4.20 di mattina – dice Luciana Fava – io dormivo ma il mio cane ha sentito dei rumori. Ha iniziato ad abbaiare fino a svegliarmi, c’era qualcuno che “scavava” nella serratura di casa. Ho fatto solo in tempo a scostare la tenda della finestra e a vedere un uomo che stava scavalcando il cancello. Mi è andata bene, ma ho avuto paura». A promuovere l’incontro Galeano Fruzzetti, già organizzatore de “Il buon vicinato” a San Carlo, l’iniziativa che ha portato i cittadini della frazione a farsi garanti della propria sicurezza, attraverso passeggiate notturne per presidiare il quartiere, con il consenso della Prefettura. «Se la gente sarà d’accordo ci organizzeremo – spiega Galeano Fruzzetti – siamo qua per dare un segnale ai malfattori e alle forze dell’ordine. Noi non abbiamo paura ma protestiamo, perché viviamo all’interno delle nostre case con la paura di essere derubati. Vivere con tranquillità deve essere un diritto». Il gruppo di residenti intende dar vita ad una raccolta firme da consegnare in Prefettura, probabilmente per chiedere, così come è accaduto a San Carlo e nella zona della Rocca, l’attivazione di una convenzione con l’ente: un protocollo sulla sicurezza che consenta, in caso di avvistamento di ladri o presunti tali, di mettersi in contatto prontamente con le forze dell’ordine. E soprattutto di poter contare sul loro intervento. «Queste non sono persone singole – continua Fruzzetti – c’è un’organizzazione e le istituzioni ne sono consapevoli. Serve il loro intervento per poter sgominare queste organizzazioni».
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