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Avvisi Ici, scoppia il caos Benedetti: troppi errori

Avvisi Ici, scoppia il caos Benedetti: troppi errori

MASSA. Il cervellone - software in dotazione a Master, la società di riscossione - si è messo al lavoro, ha scartabellato dati e pagamenti, poi ha tirato le somme. Risultato: sono partite da via...

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MASSA. Il cervellone - software in dotazione a Master, la società di riscossione - si è messo al lavoro, ha scartabellato dati e pagamenti, poi ha tirato le somme. Risultato: sono partite da via Simon Musico 10.000 lettere. Tutti avvisi di accertamento Ici 2012. Sì, perché in quell’anno l’Imu non c’era e ancora pagavamo, pure sulla prima casa, l’imposta sugli immobili. L’anno finito sotto la lente di ingrandimento è il 2012 perché la legge parla chiaro: in tema di tasse e imposte la prescrizione scatta in 5 anni, quindi l’ultimo anno utile per recuperare i mancati pagamenti del 2012 era il 2017. Ed è nel 2017 - assicura l’amministrazione - che tutti gli avvisi di accertamento sono partiti. Seppur nell’ultimo mese.

Stefano Benedetti, consigliere comunale di Forza Italia, invece, qualche dubbio ce l’ha e chiede «un controllo sulla data di spedizione delle lettere per verificare se siano state spedite tutte il 29 dicembre poiché una buona parte è pervenuta anche sabato 13 (leggi ieri ndr), ciò fa temere che alcune siano partite i primi giorni dell’anno e in tal caso il pagamento sarebbe prescritto».

Non soltanto, il consigliere assicura di aver lui stesso verificato errori negli avvisi: «I contribuenti mi hanno mostrato, almeno in una decina di casi, le ricevute del corretto pagamento effettuato nel 2012».

Benedetti propone anche un’altra argomentazione spiegando che «sono stati addebitati mora ed interessi nonostante la responsabilità dell’adeguamento degli importi ricada sulla Master poiché, per sua stessa ammissione, nel 2012 non è stato possibile - spiega Benedetti - adeguare gli importi per mancanza di strumenti. Quindi, anche se il nuovo conteggio dovesse risultare giusto, rimane inaccettabile la richiesta della mora che su importi di 100 euro costituisce la metà dello stesso importo».

Insomma, nel 2012 la società non avrebbe effettuato - questa l’osservazione di Benedetti - gli adeguamenti, salvo richiedere adesso di pagare per aver versato un importo ridotto.

Secondo il consigliere di Forza Italia la percentuale di errori «questa volta sembrerebbe essere molto alta e gli utenti dovranno fare file chilometriche presso la Master. Diversi dipendenti (per far fronte alle richieste dei cittadini ndr) saranno prelevati dagli uffici per essere trasferiti dal back office al front office per diverso tempo, quindi distratti dalla propria normale attività che subirà dei rallentamenti. A questo punto chiedo - conclude Stefano Benedetti - perché il Comune sia arrivato così in ritardo a richiedere importanti somme».

Insomma, c’è da scommettere che domattina le porte di Master in via Simon Musico si apriranno all’insegna delle lamentele e delle code.



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