Il dolore
Pochi posti a sedere la biblioteca “scoppia” e i ragazzi protestano
di Camilla Palagi
La capienza limitata per “ragioni di sicurezza” dal 2003 700 firme per la petizione “la scrana me la porto da cà”
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MASSA. Non c’è musica nelle stanze della biblioteca Giampaoli di Massa, ma, ogni mattina, sembra di partecipare involontariamente al “gioco delle sedie”. Da un momento all'altro, senza neppure qualche nota musicale ad annunciare l’imminente fine del gioco, la perdita della postazione occupata per leggere o per studiare è un rischio perenne tra chi frequenta le aule studio. A meno che non ci si presenti almeno mezz'ora prima dell’orario di apertura, di sedie libere non se ne trovano. Ed è sconsigliato allontanarsi per più di dieci minuti dalla postazione miracolosamente occupata: la “battaglia” per accaparrarsi una sedia è diventata a tutti gli effetti la spiacevole gara quotidiana alla quale sono costretti a prendere parte i frequentatori dell’edificio di piazza Mercurio.
Per questo è stata lanciata una raccolta firme rivolta all'amministrazione comunale per chiedere una «biblioteca dignitosa». La culla del sapere della città è stata ridimensionata da qualche mese per una questione di sicurezza ancora non chiara. L’ordinanza appesa all’entrata della biblioteca, datata 2003, allora limitava le postazioni a sedere in attesa del «completamento dell’iter amministrativo per l’ultimazione della scala esterna da parte del comando dei vigili del fuoco». E attualmente rimane in vigore. Nonostante nell'ultima riga dell’ordinanza, scritta quindici anni fa, si legga che si considera «l’urgenza di rendere fruibile il servizio biblioteca alla cittadinanza». E il numero limite dei posti a sedere imposti dall'ordinanza del 2003 è superiore rispetto a quelli attualmente disponibili.
Attualmente alla biblioteca di piazza Mercurio sono 55 i posti a sedere disponibili per lo studio. Anche se il primo piano dell’edificio è pensato per la consultazione di libri e giornali, diventa normalmente rifugio per chi non ha trovato posto al secondo piano, quello dedicato allo studio vero e proprio. Da un’indagine Istat, attraverso un indice è possibile calcolare il numero di posti a sedere dedicati alla pubblica lettura che ogni Comune mette a disposizione. Ogni 1000 residenti del comune di Massa, è disponibile meno di un posto a sedere, per la precisione 0,8. Un numero un po’ esiguo che è possibile verificare facendo un giro in biblioteca.
«Sono venuto ad orario di apertura qualche settimana fa, alle 8, ma nonostante questo non ho trovato posto – racconta Gaetano Mattarocci, 20 anni - Fino allo scorso anno non c’era un problema così evidente, ma quest’estate i posti si sono dimezzati». «C’è uno scaleo all'entrata del secondo piano che spesso è stato utilizzato come sedia – dice Francesco Caruso, 19 anni - Se non trovi posto ti tocca andare nei bar del centro, d'altronde non tutti possono presentarsi qua alle otto». «Mentre prima c’erano sette sedie per ogni tavolo ora ce ne sono quattro – spiega Michela Votino, 19 anni- E il problema è che spesso pur di trovare un posto a sedere si delega a qualcun altro il compito di riservarcene una. Così chi arriva anche presto al mattino trova tutte le sedie occupate ma nessuno seduto». «Mia sorella per non farsi rubare il posto mangia seduta in biblioteca» – è la testimonianza di Alessandra Montemurro, 20 anni. «Vengo prima delle otto perché sennò mi tocca studiare in piedi» – racconta Lorenzo Menchini, 20 anni.
Sul sito di petizioni Change.org studenti e studentesse hanno lanciato la raccolta firme per chiedere al sindaco Alessandro Volpi, una biblioteca dignitosa che garantisca loro il diritto allo studio, che vanta 700 firme raccolte, ma il numero è in crescita. Nella lettera che verrà consegnata al primo cittadino, si legge: «Siamo una generazione disillusa sul futuro, ma stringiamo i denti e lo dimostriamo tutti i giorni con la nostra presenza in biblioteca, mentre apriamo un libro, un giornale. Questa mancanza di attenzione per le giovani generazioni ci deprime. (…) Chiediamo che l’amministrazione della città si impegni e prenda a cuore la richiesta di tutti noi cittadini nel chiedere che la cultura e il diritto allo studio siano presi in considerazione sempre e con impegno». Oltre alla petizione, i frequentatori della biblioteca hanno creato un gruppo Facebook dove raccogliere le testimonianze dei disagi che ogni giorno devono affrontare per poter studiare dal titolo: “In biblioteca la scrana me la porto da cà”.
Per questo è stata lanciata una raccolta firme rivolta all'amministrazione comunale per chiedere una «biblioteca dignitosa». La culla del sapere della città è stata ridimensionata da qualche mese per una questione di sicurezza ancora non chiara. L’ordinanza appesa all’entrata della biblioteca, datata 2003, allora limitava le postazioni a sedere in attesa del «completamento dell’iter amministrativo per l’ultimazione della scala esterna da parte del comando dei vigili del fuoco». E attualmente rimane in vigore. Nonostante nell'ultima riga dell’ordinanza, scritta quindici anni fa, si legga che si considera «l’urgenza di rendere fruibile il servizio biblioteca alla cittadinanza». E il numero limite dei posti a sedere imposti dall'ordinanza del 2003 è superiore rispetto a quelli attualmente disponibili.
Attualmente alla biblioteca di piazza Mercurio sono 55 i posti a sedere disponibili per lo studio. Anche se il primo piano dell’edificio è pensato per la consultazione di libri e giornali, diventa normalmente rifugio per chi non ha trovato posto al secondo piano, quello dedicato allo studio vero e proprio. Da un’indagine Istat, attraverso un indice è possibile calcolare il numero di posti a sedere dedicati alla pubblica lettura che ogni Comune mette a disposizione. Ogni 1000 residenti del comune di Massa, è disponibile meno di un posto a sedere, per la precisione 0,8. Un numero un po’ esiguo che è possibile verificare facendo un giro in biblioteca.
«Sono venuto ad orario di apertura qualche settimana fa, alle 8, ma nonostante questo non ho trovato posto – racconta Gaetano Mattarocci, 20 anni - Fino allo scorso anno non c’era un problema così evidente, ma quest’estate i posti si sono dimezzati». «C’è uno scaleo all'entrata del secondo piano che spesso è stato utilizzato come sedia – dice Francesco Caruso, 19 anni - Se non trovi posto ti tocca andare nei bar del centro, d'altronde non tutti possono presentarsi qua alle otto». «Mentre prima c’erano sette sedie per ogni tavolo ora ce ne sono quattro – spiega Michela Votino, 19 anni- E il problema è che spesso pur di trovare un posto a sedere si delega a qualcun altro il compito di riservarcene una. Così chi arriva anche presto al mattino trova tutte le sedie occupate ma nessuno seduto». «Mia sorella per non farsi rubare il posto mangia seduta in biblioteca» – è la testimonianza di Alessandra Montemurro, 20 anni. «Vengo prima delle otto perché sennò mi tocca studiare in piedi» – racconta Lorenzo Menchini, 20 anni.
Sul sito di petizioni Change.org studenti e studentesse hanno lanciato la raccolta firme per chiedere al sindaco Alessandro Volpi, una biblioteca dignitosa che garantisca loro il diritto allo studio, che vanta 700 firme raccolte, ma il numero è in crescita. Nella lettera che verrà consegnata al primo cittadino, si legge: «Siamo una generazione disillusa sul futuro, ma stringiamo i denti e lo dimostriamo tutti i giorni con la nostra presenza in biblioteca, mentre apriamo un libro, un giornale. Questa mancanza di attenzione per le giovani generazioni ci deprime. (…) Chiediamo che l’amministrazione della città si impegni e prenda a cuore la richiesta di tutti noi cittadini nel chiedere che la cultura e il diritto allo studio siano presi in considerazione sempre e con impegno». Oltre alla petizione, i frequentatori della biblioteca hanno creato un gruppo Facebook dove raccogliere le testimonianze dei disagi che ogni giorno devono affrontare per poter studiare dal titolo: “In biblioteca la scrana me la porto da cà”.
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