Il Tirreno

«Piccoli interventi diffusi e rilancio dei centri storici»

di Cinzia Chiappini
«Piccoli interventi diffusi e rilancio dei centri storici»

L’assessore all’Urbanistica Bruschi fa il punto sul Piano Operativo Comunale Grande attenzione ai paesi a monte e un appello ai cittadini: collaborate

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CARRARA. No alle grandi opere e sì ai processi di riqualificazione di piccola e media entità diffusi su tutto territorio come “impongono” l’andamento del mercato immobiliare e le esigenze di tutela della sicurezza idraulica. Il tutto con una grande attenzione alla riqualificazione dei centri storici, che saranno le vere “zone di espansione” della città, con tanto di incentivi e riduzione degli oneri. Senza dimenticare che, «le pietre non si conservano se non ci sono i cittadini» come diceva l'architetto Pier Luigi Cervellati.

E’ questo il futuro dello sviluppo urbanistico di Carrara secondo la nuova amministrazione: a entrare nei dettagli è l’assessore Maurizio Bruschi, titolare della delega all’urbanistica, che illustra quando e come saranno sviluppati gli atti per tradurre tutte queste idee in realtà. A iniziare dal Piano Operativo Comunale (Poc), il “vecchio” Regolamento Urbanistico.

«Per adottare il Poc ci vorrà ancora un anno di lavoro. Saremo pronti a novembre/dicembre e, a quel punto, sarà già tempo di rimettere mano al Piano Strutturale, lo strumento urbanistico sovraordinato in grado di dare una svolta vera allo sviluppo della città» premette Bruschi, precisando che la precedente amministrazione aveva affidato incarichi e consulenze, ma che ha lasciato ai suoi successori un Poc “in alto mare”. Per non “sprecare” tutte queste risorse, dunque, i nuovi inquilini di Piazza Due Giugno hanno deciso di completare l’opera, anche se, commenta l’assessore «questo Poc discende da un Piano Strutturale vecchio, non in termini “anagrafici” ma di filosofia, perché fu ideato nel 2009, prima che si registrassero tre delle ultime quattro alluvioni e quando gli effetti della crisi economica su edilizia e mercato immobiliare non erano ancora chiari». «Il piano, comunque, va completato - aggiunge Burschi- anche perché altrimenti la città resterebbe in salvaguardia ovvero sotto un regime (in vigore già dallo scorso novembre) che vieta gli “interventi pesanti”, incluse le ristrutturazioni più impegnative (vedi il del Mercato coperto di Marina di Carrara, ndr)».

Il Poc che vedrà la luce a fine anno, lascia intendere l’assessore, non sarà dunque quello che avrebbe immaginato l’amministrazione grillina ma, garantisce Bruschi «faremo di tutto affinchè contenga delle linee che anticipino il nuovo Piano Strutturale a cui inizieremo a lavorare subito dopo». Sì perché, per legge, nel 2019 Palazzo Civico dovrà dotarsi di un nuovo “strutturale” e «allora sì – anticipa Bruschi – metteremo nero su bianco la nostra idea di sviluppo della città».

Ma cosa si devono aspettare allora i cittadini da questo Poc? «Processi diffusi di riqualificazione con investimenti contenuti perchè i grandi progetti a cui fa riferimento lo strutturale oggi sono difficilmente attuabili» replica l’assessore, anticipando che per questo «all’interno del Poc l’attenzione sarà rivolta soprattutto all’esistente e al suo recupero» con incentivi e sgravi per gli interventi nei centri storici e «una politica per le frazioni che individui per ciascuna un centro dotato di attività, servizi e spazi verdi».

Ma l’amministrazione pensa anche alle politiche per la casa attraverso «la destinazione di una quota del dimensionamento programmato all’edilizia sociale e all’affitto concordato, per sbloccare gli immobili non utilizzati» mentre per la riqualificazione delle aree produttive di antica formazione Bruschi conferma la volontà di favorire «per gli insediamenti sul Carrione e gli opifici una flessibilità delle funzioni che incentivi innovazione, formazione, coworking, FabLab.

Un piano che prevede un ruolo centrale per i cittadini, con tanto di avvio di percorso di partcipazione: «Questo Poc deve far recuperare l’arte di stare sul territorio, anche alla luce della questione ambientale, a Carrara sempre più centrale e strategica. Serve un cambio di mentalità, per ritrovare una relazione virtuosa tra città e patrimonio territoriale e ambientale» conclude Bruschi.

Perchè le pietre - come diceva Cervellati - non si conservano se non ci sono i cittadini.

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