Il Tirreno

Bufo interrogato, prime ammissioni

di Alessandra Vivoli
Bufo interrogato, prime ammissioni

Il giudice in carcere si avvale della facoltà di non rispondere ma riconosce alcune accuse. Intanto Ferrandi non parla

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MASSA. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma ha fatto mettere a verbale che «ammette parte degli addebiti». E si è quindi riservato di studiare le tremila pagine di ordinanza prima di raccontare la sua versione dei fatti, «la chiave di lettura di certi episodi» la settimana prossima, davanti al pubblico ministero.

Questo in sintesi il resoconto dell’interrogatorio di garanzia del giudice Roberto Bufo il giudice spezzino, in servizio a Pisa, arrestato martedì scorso con l’accusa di essere a capo di una cricca che truccava le vendite di immobili all’asta. Bufo, difeso dall’avvocato del foro spezzino Alessandro Civitello non ha risposto a nessuna domanda del giudice Alessandro Trinci, ma ci ha tenuto a far mettere a verbale l’ammissione di parte degli addebiti. La sua posizione sarà quindi tutta da chiarire nel prossimo interrogatorio.

Intanto l’avvocato Civitello parla del suo assitito, Roberto Bufo, come di un uomo provato, che «regge bene» anche se da quando è entrato in carcere si avvale di un sostegno psicologico.

Pochissime parole durante l’interrogatorio, ma il “piglio” da addetto ai lavori che chiede di “mettere a verbale” la sua unica dichiarazione.

Una giornata importante quella di ieri, quella in cui sono cominciati gli interrogatori che, nei prossimi giorni riguarderanno tutte le sette persone coinvolte nella maxi indagine sulle aste truccate.

La prossima settimana quindi dovrebbe essere quella della svolta, perché potrebbero essere acquisiti tutti gli elementi necessari anche per il proseguo di un’indagine che è ben lungi dall’essere terminata.

E a essere sentito nell’interrogatorio di garanzia in tribunale è stato anche il commercialista carrarese Roberto Ferrandi, incaricato alle vendite giudiziarie per il tribunale di Massa, assistito dagli avvocati Luca Lattanzi del foro di Massa Carrara e Stefano Del Corso di Pisa.

Anche in questo caso si aspettavano dichiarazioni importanti e in tribunale, nella mattinata di ieri circolava voce che il commercialista carrarese avesse fatto ammissioni importanti, tali da dare una svolta alle indagini.

Nulla di tutto questo. Come si è limitato a dichiarare l’avvocato Del Corso, Ferrandi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nessuna ammissione, nulla di nulla, neppure una parola. E, in questo caso nessuna dichiarazione fatta mettere a verbale.

Anche per questa posizione, la vastità del materiale, quelle tremila pagine che Roberto Bufo ha detto di voler prendere in esame prima del nuovo interrogatorio davanti al pubblico ministero, ha condizionato l’interrogatorio. I legali di Ferrandi, e il commercialista stesso, vogliono studiare bene gli atti prima del secondo interrogatorio in programma, proprio come per il giudice Bufo la prossima settimana.

Fra oggi e lunedì, intanto potrebbero essere sentite alcune delle persone coinvolte nell’indagine. Si tratta di passaggi delicati e molto importanti perché potrebbero addirittura determinare possibili nuovi indagati. Un aspetto e una deriva della maxi inchiesta del quale il procuratore capo Aldo Giubilaro non ha voluto assolutamente parlare limitandosi, nel suo breve commento, a parlare di indagini ancora in corso.

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