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Ospizio lager, le tre operatrici dal giudice

Ospizio lager, le tre operatrici dal giudice

Il 23 gennaio è stata fissata l’udienza. Giudizio immediato, avanzata la richiesta di patteggiamento

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CARRARA. Ospizio lager, si va al giudizio immediato e c’è una data: il prossimo 23 gennaio davanti al giudice sfileranno le tre operatrici coinvolte in una vicenda delicatissima che, la scorsa estate, ha scosso l’intera comunità carrarese. Il giudizio immediato prevede la scelta di riti alternativi e le tre difese hanno deciso di patteggiare la pena.

La procura di Massa Carrara ha chiuso nelle scorse settimane le indagini sui maltrattamenti agli anziani, scoperti alcuni mesi fa grazie ad intercettazioni ambientali e video, all'interno della casa di riposo "Giardino fiorito" di Carrara.

Tre le persone indagate e per le quali la procura ha chiesto il giudizio immediato:l'amministratrice unica della struttura, Laura Ginesi, 60 anni, e le dipendenti Sara Luisotti, 33, e Simonetta Menconi, 53, tutte agli arresti domiciliari dallo scorso 4 agosto.

Le tre donne sono accusate di maltrattamenti, percosse, umiliazioni, ingiurie, minacce e somministrazione di ansiolitici che avrebbero reso il gruppo di anziani dipendente e assuefatto ai farmaci.

Dagli accertamenti della Guardia di Finanza era emerso anche che la struttura, aperta nel 2016, era abusiva su territorio comunale e gestita senza autorizzazione. Per mesi è stata sottoposta a sequestro e solo poco tempo fa restituita nelle mani del legittimo proprietario. Per quel che riguarda invece gli anziani ospiti nel frattempo sono stati tutti trasferiti in altre case di cura e hanno dovuto impiegare mesi per disintossicarsi e superare lo choc. Davanti al giudice Alessandro Trinci quindi sfileranno le tre operatrici finite in una vera e propria bufera. La Guardia di Finanza, infatti, ha immortalato la direttrice e le sue collaboratrici mentre picchiano gli anziani allettati e ricoprono di insulti altri ospiti nel momento del pranzo.

Le tre operatrici dovranno rispondere dell’accusa di maltrattamenti nei confronti di persone, articolo 572 del codice penale, «nei confronti di persone sottoposta alla loro autorità o a loro affidate per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia».

Per tutte e tre il sostituto procuratore Alessandra Conforti ha chiesto di procedere con giudizio immediato: «saltando l’udienza preliminare perché le accuse sono schiaccianti». (a.v.)

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