Il Tirreno

Massa, diecimila avvisi per l’Ici. Tre milioni da recuperare

Massa, diecimila avvisi per l’Ici. Tre milioni da recuperare

Ma c’è chi sostiene che le notifiche non siano valide perché arrivate in ritardo. L’assessore Rutili: siamo in regola, stiamo potenziando i servizi di Master

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MASSA. Se il postino suona sempre due volte, i massesi si augurano davvero che la seconda volta sia il più lontano possibile. Perché il primo trillo di campanello nel 2018 non ha portato buone notizie, ma salatissime raccomandate.

Gli uffici di Master, infatti, nei mesi scorsi, si sono messi al lavoro e hanno passato al setaccio archivio e dati relativi al pagamento dell’imposta sugli immobili nel 2012. La scelta dell’anno davvero non è casuale: la legge, infatti, parla chiaro e stabilisce che i reati fiscali si prescrivano in 5 anni. Chiaro, quindi, che se il Comune non avesse scovato errori o trucchi da furbetto entro la fine del 2017, i mancati introiti relativi al 2012 sarebbero andati persi. E non si tratta di spiccioli perché dai calcoli fatti - spiega Giovanni Rutili, assessore alle finanze - nelle casse di via Porta Fabbrica dovrebbero finire 3 milioni di euro.

Chiaro che Master - al netto di possibili errori - chieda soldi a chi non ha pagato o ha pagato meno del dovuto, altrettanto chiaro che i contribuenti qualche domanda se la pongano. Certo se la pone chi l’accertamento se l’è visto recapitare nei primi giorni del 2018, quando, scaduto il quinto anno per l’esigibilità del credito, il Comune non avrebbe più potuto bussare alle porte del cittadino.

È Giovanni Rutili, titolare dell’assessorato alle finanze, a mettere i puntini sulle “i” e a chiarire che a far fede non è la data di notifica dell’accertamento Ici (l’Imu è arrivata soltanto nel 2013), piuttosto la data di spedizione. Insomma, non conta quando è arrivata la raccomandata, ma quando è partita e l’assessore assicura che tutte sono partite nel 2017, seppur alla fine. Qualche errore - e la stessa amministrazione lo ammette - è possibile perché a verificare le irregolarità dei versamenti è stato un nuovo programma. Ed è stato proprio quel programma ad accertare che i conti, per circa 10.000 contribuenti, non tornavano. Gli impiegati della società di riscossione, per verificare la operatività del programma, hanno effettuato controlli a campione per accertare se effettivamente il mancato pagamento ci fosse laddove il cervellone lo aveva beccato e nella stragrande maggioranza dei casi il software si è dimostrato efficiente.

Così gli accertamenti sono partiti, notificati, in gran parte, nei primissimi giorni dell’anno. E in parecchi hanno già bussato alle porte di Master per chiarimenti. Del resto per molti orientarsi tra imposte e tasse non è semplice, considerato anche che l’Ici è stata abolita, sostituita dall’Imu e con la differenza che quest’ultima, dal 2014 non si paga sulla prima casa.

C’è da aspettarsi quindi che gli uffici di via Simon Musico siano presi d’assalto nei prossimi giorni, l’amministrazione ne è consapevole tanto che ha deciso di rafforzare il servizio di front office di Master. Parola dell’assessore Rutili: «Quattro dipendenti saranno spostati dalle attività di back office a quelle di front office, siamo disponibili a fornire spiegazioni e aiuto. Ma - puntualizza - gli accertamenti sono la conferma che l’amministrazione prosegue con la lotta all’evasione fiscale a tutela di chi le tasse le paga».

(c.s.)

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