Attenzione
Un letto in piazza per salvare la Torre
di Manuela D’Angelo
Flash Mob di Jacopo Fo e dei lavoratori. E il Comune apre alla Verve
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MASSA. Si parte con la prima seduta del consiglio comunale dedicata al Regolamento Urbanistico, strumento atteso da oltre 30 anni: sul banco dei consiglieri comunali una Treccani di progetti e intenzioni sulla città del futuro, e un vasetto di yogurt, con cucchiaino, e l’etichetta “Ru: scade oggi”, cadeau fatto recapitare ieri mattina ai tutti i consiglieri, giunta e sindaco dai proprietari della Verve, società che gestisce la Torre Fiat a Marina di Massa. Fuori, nell’atrio del Comune, mentre in aula la discussione iniziava a rilento, con le spiegazioni dei progettisti del Ru, e le dichiarazioni del dirigente del settore Vinicio Ticciati e del sindaco Alessandro Volpi, si è svolto il flash mob, organizzato dalla stessa Verve per far sapere alla cittadinanza che per loro questo Ru è vitale, ma soltanto se viene rivista e accolta l’osservazione sulle camere da letto della Torre. Con la regia di Jacopo Fo, figlio d’arte del grande Dario e amico di Doriano Cranco, vice presidente della Verve, è stata creata una camera da letto con le pareti fatte di tela trasparente, per dare l’idea di cosa vuol dire una camera da letto aperta, dentro cui tutti possono guardare e senza intimità.
«La follia- commenta Jacopo Fo - è che in Italia bisogna protestare per ottenere una porta in una camera d’albergo» dice, mentre si stende con altre comparse nei lettini della finta camera da letto, allestita fuori dal municipio. Ma per capire la boutade e la provocazione di Verve è bene fare un passo indietro: i proprietari della Torre Fiat avevano chiesto, attraverso una osservazione al Ru, la possibilità di chiudere le stanze della torre, che sono ancora camerate aperte, come ai tempi della colonia fascista, dove possono dormire soltanto ragazzini. «Un turismo che ormai non è più del nostro tempo- commenta Doriano Cranco-; un sistema che ci porterà a la chiusura, se non faremo al più presto qualcosa». La torre è una costruzione soggetta a vincolo storico e artistico e per questo il suo esterno non può essere toccato, ma anche l’interno, fatto a spirale, con le camere praticamente nei corridoi, aperte e senza porte, non è di facile intervento. Le preoccupazioni di Verve nascono quando il Comune, rispondendo alla loro osservazione, sembra dire “no” alle modifiche interne delle camere. I progettisti parlano della necessità di una “leggibilità e trasparenza della struttura” che ha portato i proprietari della Torre alla “creazione” della stanza trasparente sotto il Comune, per il falsh mob di protesta.
Doriano Cranco è stato ricevuto ieri mattina dal sindaco Volpi ed ha ravvisato “piccole aperture nei nostri confronti”. Anche uno dei progettisti del Ru, Franco Lorenzani, ha parlato di un equivoco: «Quando abbiamo scritto trasparenza e leggibilità della struttura- spiega- intendevamo che l’impianto originario deve continuare ad essere leggibile agli occhi del turista e quindi trasparente, ma è ovvio che le camere possono essere chiuse, se all’interno di un progetto fattibile, approvato dalla Sovrintendenza e che non cancelli la storia della struttura. Nelle nostre osservazioni- continua- abbiamo indicato cosa doveva essere mantenuto: il cilindro esterno, la spirale interna, il lucernaio. Crediamo che ci sia la possibilità di andare in contro alle esigenze di un turismo moderno, applicando semplici regole architettoniche, che non minino la leggibilità dell’edificio».
Chiarito l’equivoco, la Verve aspetta solo che il Ru metta la parola fine alle sue richieste e ha già pronta una convenzione con la facoltà di architettura di Firenze per mettere a punto il progetto che prevedrà la chiusura delle camere da letto della Torre. «Rimarrà la spirale- dice Cranco- e la rampa, ma chiuderemo le attuali camerate con leggere pareti e porte; ogni tot di spire le camerate verranno invece lasciate aperte, vista mare, per far vedere come erano una volta e riempite con reperti storici delle colonie. Il resto sarà invariato».
«La follia- commenta Jacopo Fo - è che in Italia bisogna protestare per ottenere una porta in una camera d’albergo» dice, mentre si stende con altre comparse nei lettini della finta camera da letto, allestita fuori dal municipio. Ma per capire la boutade e la provocazione di Verve è bene fare un passo indietro: i proprietari della Torre Fiat avevano chiesto, attraverso una osservazione al Ru, la possibilità di chiudere le stanze della torre, che sono ancora camerate aperte, come ai tempi della colonia fascista, dove possono dormire soltanto ragazzini. «Un turismo che ormai non è più del nostro tempo- commenta Doriano Cranco-; un sistema che ci porterà a la chiusura, se non faremo al più presto qualcosa». La torre è una costruzione soggetta a vincolo storico e artistico e per questo il suo esterno non può essere toccato, ma anche l’interno, fatto a spirale, con le camere praticamente nei corridoi, aperte e senza porte, non è di facile intervento. Le preoccupazioni di Verve nascono quando il Comune, rispondendo alla loro osservazione, sembra dire “no” alle modifiche interne delle camere. I progettisti parlano della necessità di una “leggibilità e trasparenza della struttura” che ha portato i proprietari della Torre alla “creazione” della stanza trasparente sotto il Comune, per il falsh mob di protesta.
Doriano Cranco è stato ricevuto ieri mattina dal sindaco Volpi ed ha ravvisato “piccole aperture nei nostri confronti”. Anche uno dei progettisti del Ru, Franco Lorenzani, ha parlato di un equivoco: «Quando abbiamo scritto trasparenza e leggibilità della struttura- spiega- intendevamo che l’impianto originario deve continuare ad essere leggibile agli occhi del turista e quindi trasparente, ma è ovvio che le camere possono essere chiuse, se all’interno di un progetto fattibile, approvato dalla Sovrintendenza e che non cancelli la storia della struttura. Nelle nostre osservazioni- continua- abbiamo indicato cosa doveva essere mantenuto: il cilindro esterno, la spirale interna, il lucernaio. Crediamo che ci sia la possibilità di andare in contro alle esigenze di un turismo moderno, applicando semplici regole architettoniche, che non minino la leggibilità dell’edificio».
Chiarito l’equivoco, la Verve aspetta solo che il Ru metta la parola fine alle sue richieste e ha già pronta una convenzione con la facoltà di architettura di Firenze per mettere a punto il progetto che prevedrà la chiusura delle camere da letto della Torre. «Rimarrà la spirale- dice Cranco- e la rampa, ma chiuderemo le attuali camerate con leggere pareti e porte; ogni tot di spire le camerate verranno invece lasciate aperte, vista mare, per far vedere come erano una volta e riempite con reperti storici delle colonie. Il resto sarà invariato».
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