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Regolamento come yogurt: in scadenza Volpi: non possiamo aspettare ancora
MASSA. «Il Regolamento urbanistico va votato, non ci possiamo permettere di aspettare oltre. È vero, è come uno yogurt in scadenza». Così il sindaco Alessandro Volpi ha aperto ieri la maratona di...
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MASSA. «Il Regolamento urbanistico va votato, non ci possiamo permettere di aspettare oltre. È vero, è come uno yogurt in scadenza». Così il sindaco Alessandro Volpi ha aperto ieri la maratona di sedute del consiglio comunale sul Regolamento Urbanistico che, per semplificare, viene dato in approvazione, ma il cui iter è ancora molto lungo (dovrà essere valutato dalla Regione e da altri enti sovraordinati).
Il sindaco ha posto l’accento su alcuni temi centrali: Aru (ambiti di riqualificazione urbana, dove si può realizzare nuove costruzioni), lotti liberi della zona industriale ed ex colonie, dove il valore aggiunto deve essere l’impianto turistico ricettivo e non il residenziale. Temi su cui le opposizioni in consiglio potranno intervenire e cercare di modificare alcune linee dettate dai progettisti e confermate dalle controdeduzioni.
Il dirigente Vinicio Ticciati, responsabile del provvedimento, ha ricordato le tappe che hanno portato, non senza qualche ritardo, all’adozione del Ru e poi oggi alla discussione in consiglio per l’approvazione: «Siamo partiti che era in vigore la legge regionale 1 del 2005- spiega- poi abbiamo dovuto attendere la nuova legge 65 del 2014 e da quel giorno la medesima è stata cambiata ben 4 volte; anche il Ru doveva essere di volta in volta adeguato alle nuove normative, come è stato per tutto il capitolo degli studi idraulici; poi è arrivato anche il Pit che ci ha costretto a consistenti modifiche per rivedere gli involontari elementi di difformità tra il Ru e il piano regionale territoriale. Infine sono pervenuti i 1621 protocolli di osservazioni, che hanno impegnato i progettisti e gli uffici a lungo, per dare giuste ed esaustive risposte ai cittadini».
Manuela D’Angelo
Il sindaco ha posto l’accento su alcuni temi centrali: Aru (ambiti di riqualificazione urbana, dove si può realizzare nuove costruzioni), lotti liberi della zona industriale ed ex colonie, dove il valore aggiunto deve essere l’impianto turistico ricettivo e non il residenziale. Temi su cui le opposizioni in consiglio potranno intervenire e cercare di modificare alcune linee dettate dai progettisti e confermate dalle controdeduzioni.
Il dirigente Vinicio Ticciati, responsabile del provvedimento, ha ricordato le tappe che hanno portato, non senza qualche ritardo, all’adozione del Ru e poi oggi alla discussione in consiglio per l’approvazione: «Siamo partiti che era in vigore la legge regionale 1 del 2005- spiega- poi abbiamo dovuto attendere la nuova legge 65 del 2014 e da quel giorno la medesima è stata cambiata ben 4 volte; anche il Ru doveva essere di volta in volta adeguato alle nuove normative, come è stato per tutto il capitolo degli studi idraulici; poi è arrivato anche il Pit che ci ha costretto a consistenti modifiche per rivedere gli involontari elementi di difformità tra il Ru e il piano regionale territoriale. Infine sono pervenuti i 1621 protocolli di osservazioni, che hanno impegnato i progettisti e gli uffici a lungo, per dare giuste ed esaustive risposte ai cittadini».
Manuela D’Angelo
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