Il dolore
Esposto in procura per via Baratta
Due residenti sul piede di guerra per la mancata manutenzione della strada. Per il comune è “privata”
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CARRARA. «Il Comune di Carrara deve assumersi l’onere della manutenzione di via Baratta, indipendentemente dal fatto che la strada sia considerata pubblica e privata. E questo perché, al di là della classificazione, si tratta di un’arteria aperta al traffico automobilistico che, non essendo mai stata oggetto di interventi, è tempestata da buche e avvallamenti ed è quindi pericolosa».
È questo in estrema sintesi il contenuto dell’esposto alla Procura della Repubblica presentato dall’avvocato Erminia Dell’Amico a nome di Carlo Brizzi e Francesca De Feo, due coniugi residenti nella strada.
Secondo i due cittadini via Baratta «si caratterizza per il pessimo stato: oltre a non essere asfaltata per tutta la sua estensione, si manifesta del tutto dissestata, cosparsa di avvallamenti e dossi, strutturalmente priva di canali di scorrimento delle acque piovane idonei al drenaggio cosa che non consente il transito pedonale e rende difficoltoso anche il transito di mezzi di trasporto. Ne deriva – si legge nell’esposto – una persistente situazione di pericolo, sia per gli abitanti, che per chi vi si trovi a transitare occasionalmente».
I residenti si sono rivolti al municipio con tre missive, una datata maggio 2015 e le ultime due inviate a settembre e ottobre dell’anno appena trascorso: la risposta di Palazzo Civico è stata che «la strada è privata e la manutenzione spetta ai proprietari». Una tesi questa confutata dal legale dei due residenti, secondo il quale, come dimostra la sentenza 3216/2017 della Corte di Cassazione, «è costante ormai la giurisprudenza nel ritenere che, se la strada privata è aperta al pubblico transito, il Comune è responsabile della sua manutenzione».
Per questo i residenti, tramite l’esposto, sollecitano l’amministrazione ad «adottare provvedimenti nei confronti dei privati proprietari della strada affinché provvedano alla immediata manutenzione dell’area».
È questo in estrema sintesi il contenuto dell’esposto alla Procura della Repubblica presentato dall’avvocato Erminia Dell’Amico a nome di Carlo Brizzi e Francesca De Feo, due coniugi residenti nella strada.
Secondo i due cittadini via Baratta «si caratterizza per il pessimo stato: oltre a non essere asfaltata per tutta la sua estensione, si manifesta del tutto dissestata, cosparsa di avvallamenti e dossi, strutturalmente priva di canali di scorrimento delle acque piovane idonei al drenaggio cosa che non consente il transito pedonale e rende difficoltoso anche il transito di mezzi di trasporto. Ne deriva – si legge nell’esposto – una persistente situazione di pericolo, sia per gli abitanti, che per chi vi si trovi a transitare occasionalmente».
I residenti si sono rivolti al municipio con tre missive, una datata maggio 2015 e le ultime due inviate a settembre e ottobre dell’anno appena trascorso: la risposta di Palazzo Civico è stata che «la strada è privata e la manutenzione spetta ai proprietari». Una tesi questa confutata dal legale dei due residenti, secondo il quale, come dimostra la sentenza 3216/2017 della Corte di Cassazione, «è costante ormai la giurisprudenza nel ritenere che, se la strada privata è aperta al pubblico transito, il Comune è responsabile della sua manutenzione».
Per questo i residenti, tramite l’esposto, sollecitano l’amministrazione ad «adottare provvedimenti nei confronti dei privati proprietari della strada affinché provvedano alla immediata manutenzione dell’area».
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